lunedì 22 settembre 2008

Confessioni

prete: "cosa hai fatto figliolo?"
jack: "ho fatto tutto ciò che va contro i principi cattolici e pure a quelli di alcuni agnostici"
prete: "Dio è in collera, finirai a bruciare all'inferno"
jack: "ma non c'è modo? Chessò 100 padre nostri, 1000 ave maria, 600 rosari?"
prete: "puoi provare a versarti addosso della benzina e darti fuoco, magari gli basta"

venerdì 19 settembre 2008

Tutto su Alitalia

Bambini, oggi vi racconto un'altra favola.
C'era un'azienda, che da tanti anni stava andando molto male, anche a causa di amministratori che arrivavano giusto il tempo per licenziarsi con liquidazioni gigantesche. E tutti i governi se ne fregavano. A marzo, in piena campagna elettorale, il danno si aggravò: Alitalia era a un passo dal fallire. Purtroppo eravamo, come detto, in piena campagna elettorale.

In questa storia ci sono tanti personaggi: il protagonista, come spesso accade, è un simpatico vecchietto di settant'anni, di nome Silvio. Questo vecchietto ancora non sapeva che di lì a poco sarebbe diventato Re (forse però un po' se lo sentiva...). In ogni caso, questo simpatico settantenne era intenzionato a diventare Re con tutte le sue forze, e però, purtroppo, si trovava in un paese "democratico": gli stati democratici sono quelli in cui prima di prendere il potere bisogna svolgere la noiosa formalità di prendere per il culo la metà più uno degli elettori/telespettatori. Fu così che, mentre il governo precedente stava vendendo Alitalia ad Air France, lo "straniero", il nostro vecchietto ebbe l'idea: "Prometterò alla gente che riuscirò a salvare Alitalia senza venderla all'odiato nemico straniero. I miei elettori, tutti sciocchi nazionalisti, ci cascheranno in massa!". E così cominciò a parlare ai fedel... ehm, agli elettori, di una cordata invisibile (che solo lui era in grado di vedere) che aveva il potere magico di salvare le compagnie aeree italiane in fallimento. In questo modo divenne Re; ma la cordata non si faceva vedere. Perché non esisteva! Così il nostro nonnino pensò: se non mi invento una cordata subito, sarò sbugiardato davanti ai miei elettori; sai la figuraccia!"

E così comparì la cordata.
Da qui in poi la storia la racconta il nostro Maestro: Michele Serra, dal sito dell'Espresso.

L'Alitalia a Vanna Marchi
Chi ha accolto con scetticismo l'annuncio di Berlusconi su una cordata italiana per rilevare la compagnia si sbagliava. Perché di cordate ne esistono molte

Gli scettici e i disfattisti hanno ridacchiato quando Berlusconi annunciò una cordata italiana per rilevare Alitalia. Beh, si sbagliavano. Le cordate ci sono, sono parecchie ed è in atto una gara molto accesa per arrivare alla soluzione migliore. Ecco, tra i tanti, quali sono gli acquirenti più quotati.

Mafia Dispone di liquidità sufficiente per ripianare tutti i debiti, raddoppiare gli stipendi dei dipendenti, assumere i loro figli e nipoti, introdurre su tutti i voli il terzo pilota, servire ai passeggeri ostriche e champagne anche sulle tratte di un quarto d'ora. In cambio, i boss vogliono la liberazione immediata dei detenuti e il riconoscimento ufficiale della Mafia come ente morale. Berlusconi è favorevolmente colpito ma sospetta che Napolitano non voglia seguire il protocollo suggerito dai Corleonesi, che chiedono di essere ricevuti al Quirinale vestiti da generali dell'aviazione.

Lapo Elkann Il dinamico manager torinese, guru della nuova creatività italiana, intende rilevare Alitalia, pagandola con l'intero patrimonio della famiglia Agnelli, per realizzare un suo sogno: ricavare dagli oblò degli aerei una nuova linea di occhiali da sole molto trendy. Ogni lente pesa sedici chili, ma in compenso costa settemila euro e Lapo conta su un rapido successo internazionale presso il target dei ricchi coglioni, in rapida espansione in tutto il mondo, giudicato il più interessante per gli originalissimi prodotti della sua factory.

Ricucci Il re degli immobiliaristi cerca la sua rivincita, partendo come sempre dal basso. Con i 3mila euro rimasti in cassa, intende scalare Alitalia con il solito, ingegnoso sistema: acquista il carrello usato di un Fokker in demolizione (fase uno) e contestualmente annuncia ai giornali di essere entrato nel settore aeroportuale (fase due). Il giorno dopo (fase tre) lascia intendere di essere interessato ad Alitalia e sposa Alessia Marcuzzi.

Prima che si arrivi alla fase quattro (gli inquirenti scoprono che non c'era copertura finanziaria neanche per sposare la Marcuzzi, nel frattempo risposata con un altro), Ricucci riesce a spopolare per oltre un anno in tutti i telegiornali e su tutti i giornali come nuovo tycoon di Alitalia.

Ligresti Il ricco costruttore, molto anziano, ha accolto con autentico entusiasmo l'appello di Berlusconi di guidare una cordata per rilevare Alitalia, ma pensa che si tratti di una grossa area edificabile. Ha già fatto montare alcune gigantesche gru in varie zone di Milano e ha investito dieci milioni di euro in vanghe, picconi e cazzuole. Ha anche prenotato l'intera produzione di mattoni traforati del prossimo anno. La sua felicità è tale che nessuno ha ancora osato spiegargli che si tratta di un equivoco.

Berlusconi Sarebbe lo stesso presidente del Consiglio a comperare Alitalia grazie a un accorto sistema di opzioni, garanzie e accordi, a raffinate strategie finanziarie elaborate dal suo staff, e soprattutto grazie a una legge da lui varata che trasferisce gratuitamente a Mediaset la proprietà dell'intero pacchetto azionario della compagnia, di tutti gli aerei e delle hostess sotto i trent'anni. Lo stesso Berlusconi è garante dell'operazione, e veglierà sulla correttezza del passaggio di proprietà. Sempre Berlusconi avrà l'incarico di presiedere l'authority incaricata di controllare il Berlusconi garante.

Vanna Marchi Guida la cordata forse più rappresentativa della nuova economia nazionale. Oltre alla dinamica imprenditrice, che sogna di vendere le sue creme scioglipancia su tutti i voli (sono state giudicate molto più gustose dei vassoi Alitalia dai primi clienti che le hanno assaggiate), partecipano anche gli ultras della Lazio, la sezione italiana di Al Qaeda, la Fondazione Mario Merola e un paio di case di produzione di pellicole porno. Bankitalia e Consob, esaminate le carte, hanno decretato che, a quanto visto fin qui, è questa la cordata più seria.
(30 aprile 2008)
Ma ora basta scherzare, torniamo seri. Accadde che il piano del vecchietto era questo. Tutti i debiti dell'azienda in fallimento li avrebbe pagati lo Stato, ovviamente con le tasse dei cittadini, che a quanto pare sono sempre molto contenti di pagare i debiti delle aziende private con le loro tasse. Intanto, per decreto il titolo Alitalia in borsa sarebbe stato bloccato (a 0,44 euro), così da evitare fastidiosi tracolli (bisogna sempre aiutare i poveri azionisti). La società, così spogliata dai debiti, sarebbe stata venduta a una compagnia inventata ad hoc dal signor Colaninno (il capo della Piaggio) insieme ad altri imprenditori italiani doc, col nome di Compagnia Aerea Italiana (sempre per sfruttare l'effetto psicologico della "compagnia di bandiera", ovviamente. Non si può far fallire la compagnia che rappresenta l'Italia nel mondo! Ne va della nostra reputazione...) A questa compagnia fu offerto veramente di tutto: stipendi dei piloti ridotti del 30%, tagli del personale fino a 7000 persone, agevolazioni, garanzie sui voli e via discorrendo.
Tuttavia, a questo mondo esistono ancora sindacati degni di questo nome, che non si piegano al volere dei padroni quando questi vogliono metterla nel culo ai lavoratori. Nel nostro caso, ne è rimasto solo uno, la CGIL. Tutti i sindacati, in definitiva, hanno messo sui piatti della bilancia l'offerta: o accettare, e quindi rimanere dipendenti con il 30% dello stipendio e con ottima probabilità di essere tra i 7000 licenziati (dato che in tutto sono 19.800, significa un dipendente su tre), oppure rifiutare e rischiare il fallimento dell'azienda e quindi di perdere il lavoro. Gli altri sindacati hanno preferito tenere stretto il posto di lavoro, anche a condizioni di merda. Ma chi ha ancora dignità in questo mondo, non si piega a qualsiasi nefandezza solo per la minaccia che "o accetti o ti tolgo il lavoro". Siamo forse tornati ai primi dell'Ottocento? Che o ti lasciavi schiavizzare o finivi morto di fame? E tutte le conquiste sindacali? E il principio che anche i padroni hanno dei limiti in quello che possono chiedere ai loro dipendenti? No, per il vecchietto e i suoi, le richieste dei dipendenti sono solo disturbi che "abbassano la produttività". Se fosse per loro, farebbero lavorare i loro dipendenti 14 ore al giorno senza sosta, magari anche i bambini ecc. insomma come nei primi dell'Ottocento (ecco, forse per questi motivi forse c'è ancora un po' forse bisogno forse di un'altra cosa tipica dell'Ottocento, forse, cioè del comunismo, forse. Ma quello sentito dentro i cuori degli operai, non quello istituzionale o politico di certi sindacalisti inborghesiti; o magari - è il mio sogno nel cassetto - un'ideologia nuova di zecca, ma che almeno si curi degli operai). Tornando ad Alitalia, la CGIL si mise di traverso: "o offrite condizioni migliori per i lavoratori o non firmiamo". E CAI, in risposta: "fottetevi, o firmate entro il 18 settembre alle 3 del pomeriggio, oppure ci ritiriamo e vi ritrovate col culo in terra; prendere o lasciare" (beh, forse il linguaggio non era così colorito, ma così è senz'altro più satirico). Detto questo, arrivò il giorno. CGIL non firmò. E CAI sì ritirò dall'offerta di comprare Alitalia. E iniziò... il teatrino (riporto due comunicati stampa direttamente dal sito dell'AGI):

(AGI)ALITALIA: BONANNI, PER COLPA DI POCHI PAGHERANNO IN TANTI -
(AGI) - Roma, 18 set. - "Per responsabilita' di pochi, pagheranno in molti": cosi' il leader della Cisl Raffaele Bonanni commenta l'annuncio ufficiale del ritiro dell'offerta per Alitalia da parte di Cai.
[commento: Bonanni quindi dà la colpa dell'accaduto a CGIL e alla sua testarda volontà di difendere sti benedetti lavoratori (ok, magari a qualcuno farà un po' sorridere parlare di "difesa dei lavoratori" parlando di piloti che guadagnano fior di milioni al mese, però alla fine sono lavoratori dipendenti come tutti gli altri). Bonanni, del resto, si è sempre dimostrato più interessato a comparire in televisione e fare incetta di tessere per la CISL, piuttosto che fare il suo giusto dovere di sindacalista. Diciamo che lui è il sindacalista che tutti gli imprenditori vorrebbero, e quando fai il sindacalista questo non è certo una bella cosa!]

(AGI) ALITALIA: SACCONI, TUTTA COLPA DI CGIL E SIGLE AUTONOME -
(AGI) - Roma, 18 set. - "Il ritiro dell'offerta per la nuova Alitalia da parte della societa' Cai e' la logica conseguenza dell'assurda posizione ostruzionistica assunta dalla Cgil in alleanza con le sigle autonome di piloti e assistenti".
[commento: a questo punto mi nasce il sospetto che tutto sto teatrino non sia stato studiato APPOSTA per screditare la CGIL e l'opposizione... ma è un pensiero che cerco di allontanare, perché vorrebbe proprio dire che per questi qua la campagna elettorale non finisce proprio mai!]

A questo punto, cosa accadrà in futuro? Ce lo dice Giuseppe Morello di Affaritaliani.it:
24 Settembre. Dopo aver litigato per giorni per stabilire chi si è alzato per primo dal tavolo delle trattative e su chi non ci si è mai seduto, sindacati e cordata si risiedono al tavolo. Il governo decide un nuovo prestito ponte imponendo una tassa ai possessori dei punti Mille Miglia per punirli perché nella loro ingenuità pensavano davvero di recuperarli. Dopo il quintultimatum, il quartultimatum fino al penultimatum, Colaninno assolda Bin Laden affinché lanci un ultimatum per suo conto e impone che il personale sostituisca la attuale divisa con una tuta acetata. Il personale Alitalia, con sullo sfondo gli aerei a motori spenti della compagnia, manifesta a Fiumicino dando alle fiamme il gagliardetto con il simbolo della Cai.

2 Ottobre. Colaninno torna al tavolo e avverte di avere ancora in serbo un ultimissimatum “dopo il quale – dice – ricorreremo alle armi nucleari”. Ultima concessione ai piloti è il permesso di portare in cabina di guida una escort in sostituzione del secondo pilota. Berlusconi mettendo soldi di tasca propria vara un nuovo prestito ponte. Violenta manifestazione di protesta del personale Alitalia, che viene ripreso dalle telecamere mentre mangia pezzi di aerei parcheggiati a Fiumicino e infilza il gagliardetto della Cai come una bambolina voodoo.

16 Ottobre. I piloti, pur considerandola un’umiliazione, si dicono disposti a rinunciare sia alla Limousine che li va a prendere a casa che alla possibilità di volare quando gli pare e piace. Si torna al tavolo ma Colaninno lancia un “ultimo ultimatum”. La vecchia Alitalia è agli sgoccioli, per sopravvivere serve un ultimo sforzo. A pilotare gli aerei è ormai Augusto Fantozzi in persona, con co-pilota Sacconi. Il personale Alitalia manifesta orinando sul gagliardetto con il simbolo della Cai mentre sullo sfondo si intravedono le carcasse marcite degli aerei di Fiumicino.

2 Novembre. Colaninno si ritira. Berlusconi annuncia una nuova cordata, questa volta di imprenditori milanisti. Alitalia si trasforma da “compagnia di bandiera” in “compagnia di club”. Per tenere in piedi la vecchia Alitalia il governo obbliga gli italiani ad acquistare biglietti Alitalia impegnandosi però a non utilizzarli mai. Mauro Tassotti, a capo della cordata rossonera, si dice disposto a concedere ai piloti 4 giorni in una spa di benessere per ogni due ore di volo. Il personale Alitalia manifesta a Fiumicino mimando il gesto di nettarsi il fondoschiena con il gagliardetto della Cai.

20 Dicembre. Alitalia continua a mantenere gli slot e a vendere biglietti. L’unica cosa è che assicura il trasporto a bordo di aeroplanini di carta confezionati da Fantozzi e Sacconi. Berlusconi annuncia una nuova cordata di 4 imprenditori: un coreano, un russo, un samoano e un marziano. Ad accomunarli c’è che il loro trisnonno una volta aveva offerto un caffè a un italiano. Colaninno, ormai tornato alla Piaggio, lancia un ultimatum ai lavoratori della Piaggio, che lo mandano sonoramente a quel paese. A Fiumicino il personale Alitalia defeca sul gagliardetto della Cai davanti agli aerei ormai trasformati in cumuli di metallo. Se ne riparla dopo le vacanze di Natale.
Detto questo (è stato un lungo post, anche se con due belle citazioni dentro) introduco questo link: Repubblica.it: sondaggio.
in un sondaggio, il sito di Repubblica chiede agli utenti di chi pensano che sia la colpa. Questi i risultati al 19/09:
Secondo voi, di chi è la colpa?
Del governo in carica:53%
Dei precedenti amministratori della compagnia:19%
Dei sindacati:18%
Dei lavoratori (piloti, personale di volo e di terra):5%
Del governo precedente (la fonte di tutti i mali!):2%
Della cordata di imprenditori privati:1%

questo per far capire quanta gente, tra i lettori di Repubblica.it, ha capito cos'è successo realmente: un sorprendente 54%.

lunedì 15 settembre 2008

B. non ci freghi!


A porta a porta, stasera, B. sparerà la sua stronzata giornaliera: "Non voglio essere malizioso," dixit, "però se per caso Alitalia fallisce la responsabilità è tutta dei sindacati e di certe corporazioni."

Eh no, caro mio! (Anzi, niente caro. E neanche mio)
Se Alitalia fallirà ti prenderai le tue responsabilità, è colpa tua: è proprio vile prendersi solo i meriti (ammesso che esista una sola cosa buona fatta da te in tutta la tua vita) e scaricare le sconfitte sulle spalle degli altri.

Se Alitalia si salva, sarà merito tuo, chapeau.
Ma se invece Alitalia fallisce, sarà colpa tua.
E magari è la volta che ti ritiri.

lunedì 1 settembre 2008

Michael Moore - Lettera aperta a Dio (con traduzione)

Dear God,

The other night, James Dobson's organization asked all believers to pray for a storm on Thursday night so that the Obama acceptance speech outdoors in Denver would have to be canceled.

I see that You have answered Dr. Dobson's prayers -- except the storm You have sent to earth is not over Denver, but on its way to New Orleans! In fact, You have scheduled it to hit Louisiana at exactly the moment that George W. Bush is to deliver his speech at the Republican National Convention.

Now, heavenly Father, we all know You have a great sense of humor and impeccable timing. To send a hurricane on the third anniversary of the Katrina disaster AND right at the beginning of the Republican Convention was, at first blush, a stroke of divine irony. I don't blame You, I know You're angry that the Republicans tried to blame YOU for Katrina by calling it an "Act of God" -- when the truth was that the hurricane itself caused few casualties in New Orleans. Over a thousand people died because of the mistakes and neglect caused by humans, not You.

Some of us tried to help after Katrina hit, while Bush ate cake with McCain and twiddled his thumbs. I closed my office in New York and sent my entire staff down to New Orleans to help. I asked people on my website to contribute to the relief effort I organized -- and I ended up sending over two million dollars in donations, food, water, and supplies (collected from thousands of fans) to New Orleans while Bush's FEMA ice trucks were still driving around Maine three weeks later.

But this past Thursday night, the Washington Post reported that the Republicans had begun making plans to possibly postpone the convention. The AP had reported that there were no shelters set up in New Orleans for this storm, and that the levee repairs have not been adequate. In other words, as the great Ronald Reagan would say, "There you go again!"

So the last thing John McCain and the Republicans needed was to have a split-screen on TVs across America: one side with Bush and McCain partying in St. Paul, and on the other side of the screen, live footage of their Republican administration screwing up once again while New Orleans drowns.

So, yes, You have scared the Jesus, Mary and Joseph out of them, and more than a few million of your followers tip their hats to You.

But now it appears that You haven't been having just a little fun with Bush & Co. It appears that Hurricane Gustav is truly heading to New Orleans and the Gulf coast. We hear You, O Lord, loud and clear, just as we did when Rev. Falwell said You made 9/11 happen because of all those gays and abortions. We beseech You, O Merciful One, not to punish us again as Pat Robertson said You did by giving us Katrina because of America's "wholesale slaughter of unborn children." His sentiments were echoed by other Republicans in 2005.

So this is my plea to you: Don't do this to Louisiana again. The Republicans got your message. They are scrambling and doing the best they can to get planes, trains and buses to New Orleans so that everyone can get out. They haven't sent the entire Louisiana National Guard to Iraq this time -- they are already patrolling the city streets. And, in a nod to I don't know what, Bush's head of FEMA has named a man to help manage the federal government's response. His name is W. Michael Moore. I kid you not, heavenly Father. They have sent a man with both my name AND W's to help save the Gulf Coast.

So please God, let the storm die out at sea. It's done enough damage already. If you do this one favor for me, I promise not to invoke your name again. I'll leave that to the followers of Dr. Dobson and to those gathering this week in St. Paul.

Your faithful servant and former seminarian,

Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com

P.S. To all of God's fellow children who are reading this, the city of New Orleans has not yet recovered from Katrina. Please click here for a list of things you can do to help our brothers and sisters on the Gulf Coast. And, if you do live along the Gulf Coast, please take all necessary safety precautions immediately.

(tratto da www.michaelmoore.com)
Caro Dio,

L'altra sera, l'organizzazione di James Dobson ha chiesto a tutti i fedeli di pregare per una tempesta giovedì sera in modo che il discorso di accettazione di Obama a Denver, che si teneva all'aperto, avrebbe dovuto essere cancellato.

Vedo che Tu hai risposto alle preghiere del Dr. Dobson -- a parte il fatto che la tempesta che Tu hai mandato sulla terra non è su Denver, ma va verso New Orleans! In effetti, Tu hai deciso che debba colpire il Louisiana esattamente nel momento in cui George W. Bush starà per fare il suo discorso alla Convention Nazionale Repubblicana.

Ora, Padre celeste, sappiamo tutti che Tu hai un grande senso dello humour e un tempismo impeccabile. Mandare un uragano nel terzo anniversario del disastro Katrina E proprio all'inizio della Convention Repubblicana è stato, di primo acchito, un lampo di ironia divina. Non ne dò la colpa a te, so che Tu sei arrabbiato che i repubblicani abbiano cercato di dare la colpa a TE per Katrina chiamandolo un "Atto di Dio" -- quando la verità è che l'uragano di per se ha causato poche perdite a New Orleans. Più di mille persone sono morte a causa degli sbagli e della negligenza degli umani, non Tuoi.

Alcuni di noi hanno provato a dare aiuto dopo che Katrina colpì, mentre Bush mangiava una torta con McCain e si girava i pollici. Io ho chiuso il mio ufficio a New York e ho mandato il mio intero staff fino a New Orleans per aiutare. Ho chiesto ai visitatori del mio sito di contribuire al tentativo di soccorso che ho organizzato -- e alla fine avevo mandato oltre due milioni di dollari tra donazioni, cibo, acqua e provviste (raccolte da migliaia di fan) a New Orleans mentre gli spazzaneve della FEMA [Agenzia Federale per la Gestione delle Emergenze, ndT] di Bush stavano ancora girando per il Maine tre settimane dopo.

Ma lo scorso giovedì sera, il Washington Post ha riportato che i repubblicani hanno cominciato a pianificare la possibilità di rimandare la convention. AP ha riportato che non erano stati preparati ripari a New Orleans per questa tempesta, e che le riparazioni agli argini non sono stati adeguati. In altre parole, come direbbe il grande Ronald Reagan, "Ci risiamo!"

Così l'ultima cosa di cui John McCain e i repubblicani avevano bisogno era avere questo "schermo diviso" in TV da ogni parte dell'America: da una parte Bush e McCain festeggiare a St. Paul, e dall'altra parte dello schermo riprese in diretta dell'ammistrazione repubblicana che ancora una volta andava allo sbando mentre New Orleans annega.

Così, sì, Tu hai spaventato i vari Gesù, Giuseppe e Maria che ci sono tra di loro [riferimento all'ala cristiana del Partito Repubblicano, ndT], e più di qualche milione di tuoi seguaci Ti fanno tanto di cappello.

Ma ora sembra che Tu non ti stavi solo prendendo gioco di Bush & Co. Sembra che l'uragano Gustav stia davvero puntando New Orleans e la costa del Golfo. Ti sentiamo, O Signore, forte e chiaro, proprio come abbiamo sentito quando il Rev. Falwell disse che Tu hai fatto accadere l'11 settembre per colpa di tutti quei gay e quegli aborti. Ti supplichiamo, O Misericordioso, di non punirci di nuovo come Pat Robertson disse che già Tu facesti mandandoci Katrina a causa dello "sterminio di massa di bambini non nati" in America. I suoi sentimenti erano riecheggiati da altri repubblicani nel 2005.

Così la mia supplica è questa: non fare questo al Louisiana di nuovo. I repubblicani hanno capito il tuo messaggio. Stanno impazzendo e facendo tutto quello che possono per far arrivare aerei, treni e pullman a New Orleans così che tutti possano andare via. Non hanno mandato l'intera Guardia Nazionale del Louisiana in Iraq questa volta -- stanno già perlustrando le strade delle città. E, accennando a non so cosa, il capo della FEMA di Bush ha nominato un uomo per aiutare a gestire la risposta del governo federale. Il suo nome è W. Michael Moore. Non scherzo, Padre celeste. Hanno mandato un uomo con SIA il mio nome CHE quello di W [cioè Bush, ndT] per aiutare a salvare la costa del Golfo.

Quindi Dio, per favore, fai cessare la tempesta in mare aperto. Ha già fatto abbastanza danni. Se mi fai questo singolo favore, prometto di non invocare mai più il tuo nome. Lo lascerò fare ai seguaci del Dr. Dobson e a chi si riunirà questa settimana a St. Paul.

Il tuo fedele servo ed ex-seminarista,

Michael Moore
MMFlint@aol.com
MichaelMoore.com

P.S. A tutti i fratelli figli di Dio che stanno leggendo questa lettera, la città di New Orleans non si è ancora ripresa da Katrina. Per favore, cliccate qui per una lista di cose che potete fare per aiutare i nostri fratelli e sorelle nella costa del Golfo. E se vivete lungo la costa del Golfo, prendete immediatamente tutte le precauzioni di sicurezza necessarie.

Schifo e vergogna (tratto da Repubblica.it)

Dossier del governo colombiano sui rapporti Prc-Farc. Trovate mail e documenti
nei pc di Raul Reyes, il numero due della guerriglia ucciso il primo marzo
"Così Rifondazione aiutò
i rapitori della Betancourt"

Emergono appoggi espliciti, raccolta di fondi e scambio di informazioni
Un rappresentante in Europa dell'organizzazione ricoverato in Svizzera a spese del partito
di OMERO CIAI

e infine, Alex Chiu, il nostro santo patrono!