martedì 21 dicembre 2010

giovedì 1 aprile 2010

l'aura del fascismo

Dovete ammetterlo: sta tornando il Fascismo.
Anzi, non se n'è mai andato: non è mai scomparsa dai cuori degli italiani la predisposizione al fascismo. Nel 1945 ci si è liberati da un fascismo, da una sua realizzazione storica, ma non dal fascismo inteso come modalità sociale. L'italiano è un essere gregario, condizionato da millenni di asservimenti; lo spirito dell'italiano si è evoluto appositamente per seguire il leader carismatico, per essere indottrinato dal plagio mentale delle pubblicità e della propaganda, per provare cameratismo con chi è uguale e odio per il diverso; per fare gruppo intorno a un piolo vacuo, come può essere la squadra di calcio o il partito - non fa differenza. L'italiano è programmato al timore reverenziale del potente, del rispetto per la macrostruttura ingiusta, dal rispetto dell'omertà quando anche il male avviene sotto i suoi occhi. L'italiano è così: una pecora zitta, un cane che si è fatto piacere il mangiare le briciole che cadono dal tavolo del padrone, piuttosto che dover crescere, diventare libero e ambire a spazi più grandi e prede più elevate. L'italiano è lo schiavo per eccellenza, il servo della gleba, è intrinsecamente fascista. E questo è innegabile.
Ed è anche il motivo per cui, come già Giorgio Gaber, io non mi sento italiano.

O forse in Italia ci sono due anime, e oltre a questa italia marcia, ci sono tutti gli altri, che da secoli provano a soppiantare l'italia marcia e farla scomparire per sempre; ma quella torna, come la muffa, come un tumore, come un'infestazione di scarafaggi, come tutte quelle cose che se non vengono eradicate completamente ti appestano per sempre, e alla fine te ne fai una ragione e ti ci abitui.

Ma possiamo permettercelo?

Rassegna stampa.
IL PDL (o meglio, Forza Italia) PARTITO DI RIFERIMENTO DELLA MAFIA?
La tesi sostenuta da Massimo Ciancimino, figlio di Vito (sindaco mafioso di Palermo degli anni '90), è ora suffragata dalla testimonianza dell'avvocato Giorgio Ghiron (fonte: it.notizie.yahoo.com). Cosa dice questa tesi? Che in primo luogo, lo Stato è sceso segretamente a patti con la mafia, nei primi anni '90, per mettere fine al periodo di stragi (nelle quali morirono tra gli altri i giudici antimafia Falcone e Borsellino). Il patto prevedeva che lo Stato attenuasse le pene per i mafiosi in galera e altri favoritismi vari, e in cambio Cosa Nostra avrebbe adottato un profilo meno violento e più "affaristico". Ma ecco che proprio in quel momento avviene la fine della Prima Repubblica e il crollo della DC, il partito di riferimento della mafia (ovvero quello con il quale maggiormente avvenivano accordi segreti e voti di scambio). La DC si scioglie, travolta dagli scandali di Tangentopoli: la mafia ha bisogno di un nuovo partito, e (a quanto afferma Massimo Ciancimino) Marcello Dell'Utri avrebbe fondato il partito Forza Italia con questo scopo.

MISURE PUNITIVE CONTRO LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE
Leggete il (breve) testo di un'intervista alla famosa giornalista Maria Luisa Busi, volto del TG1 delle 20: tratto da repubblica.it. La televisione è già sotto il regime berlusconiano.

DIMENTICATA LA RESISTENZA
Rimossa dai programmi ministeriali di Storia nei licei la Resistenza (fonte: camilliadi.aggrega.it).

LE FORZE DI POLIZIA ABBRACCIANO LA VIOLENZA
Infine, se avete mezz'ora di tempo, guardatevi il video dell'ultimo Passaparola di Marco Travaglio, che ci informa sulla repressione della libertà di espressione attuata da parte (e per mezzo) delle forze dell'ordine.
Il video lo trovate qui: YouTube - canale StaffGrillo;
Se invece non avete tempo leggete il testo qui: beppegrillo.it.

Sempre peggio...
...ma non disperate! La storia insegna che alla fine (molto alla fine) vinciamo sempre noi... gli Altri!

domenica 21 marzo 2010

La politica delle buffonate

A volte ho nostalgia di un tempo (che non ho vissuto) in cui la politica era una missione, di chi, politico, con molta dignità si metteva al servizio degli altri, e rispettava tutti gli altri politici come lui, che avevano degli ideali, magari anche totalmente opposti ai suoi; e con le elezioni, si sondava la popolazione per stabilire quali ideali fossero i più diffusi tra la popolazione, in modo da essere sicuri che le scelte di chi, poi, fosse stato eletto, avrebbero lasciato insoddisfatta la minor fetta di popolazione.

Persone normali (non eroi!) nella giovane Repubblica: Amendola, De Gasperi, De Nicola, Fanfani, Iotti, La Malfa (padre), Matteotti (figlio), Moro, Nenni, Pertini, Rumor, Saragat, Scalfaro, Scelba, Togliatti...

Tutto questo è finito da così tanto tempo, che mi chiedo come posso averne nostalgia.

Rassegna stampa.
LA MANIFESTAZIONE-BUFFONATA DELL'UOMO B
Ecco il resoconto (già di per sé obbiettivamente impietoso) della manifestazione di ieri: Silvio, i candidati e il patto-preghiera (fonte: corriere.it). Finita la manifestazione, gli organizzatori sparano la cifra: siamo un milione. Ma... la realtà è ben diversa: la questura dichiara 150mila persone. (fonte: informacritica.blogspot.com)
...e come se non bastasse: Erano 88740, contati uno per uno (fonte: lerane.wordpress.com)
...e come se non bastasse: Verdini "Gli abbiamo dato le case, gli aquilani vengano a San Giovanni" (fonte 6aprile2009.it)
...e come se non bastasse: Pdl, ragazzi stranieri pagati per riempire la piazza (fonte: video.unita.it)
...e come se non bastasse: Cicchitto, "Stupefatti da dati Questura" (fonte: corriere.it)

E COME SE NON BASTASSE
"Silvio's oral expert", articolo comparso su un giornale nel Regno Unito, che parla di Nicole Minetti, ragazza che riparò la dentatura dell'uomo B e ne ottenne in cambio una candidatura (fonte: nonleggerlo.blogspot.com)

Dell'Utri: "Mi sono candidato solo per non finire in galera" (intervista per Il Fatto Quotidiano)

E INFINE, UNA BUONA NOTIZIA,
come dice sempre la Gabanelli. *link* ;)

venerdì 12 febbraio 2010

a chi dare fiducia

Ignazio Gagliardo, pentito di mafia: “In carcere abbiamo visto Angelino Alfano parlare in televisione e dire che la mafia fa schifo. Durante l'ora d'aria, Ciccio Mormina, Pasquale Fanara, Limblici, Vella Francesco dissero che era un pezzo di merda. A questo punto Giovanni Alongi, rappresentante della famiglia di Aragona, disse: 'Il padre di Angelino mi ha chiesto voti per Angelino'. Anche il padre di Alfano era un politico”. (repubblica.it, 08/10/2009)
Nel frattempo, Giuseppe Lo Bianco de Il Fatto Quotidiano (santo giornale) scrive sulla vicenda "Massimo Ciancimino":
Una storia che torna oggi a distanza di oltre 30 anni raccontata dal figlio dell'ex sindaco mafioso che in aula rivela: "Forza Italia è il frutto della trattativa tra Stato e mafia". E per confermare le sue accuse tira fuori una lettera scritta dal padre ma concordata con Provenzano nel 1994 e indirizzata a Dell'Utri (l'intestazione nel pizzino ritrovato, è saltata), e per conoscenza a Berlusconi, in cui don Vito minaccia di "uscire dal mio riserbo che dura da anni". [...] E che cosa minacciava di rivelare Ciancimino? Massimo risponde sicuro "che Forza Italia era nata dalla trattativa". Ma tra i segreti custoditi da don Vito come oggetto del possibile ricatto il pensiero corre anche agli investimenti di Milano 2, visto che il testimone ha parlato, dopo averli consegnati ai pm, di documenti manoscritti dal padre sul contributo di miliardi che Cosa Nostra, per suo tramite, avrebbe dato ai cantieri che proiettarono il futuro presidente del Consiglio nell'olimpo dell'imprenditoria italiana.(FONTE: l'Antefatto - il blog de Il Fatto Quotidiano)
il che combacia con le tesi esposte ormai dieci anni fa da Marco Travaglio nel libro "L'odore dei soldi", esporre il quale costrinse Daniele Luttazzi ad andarsene dalla Rai. A questo punto Angelino Alfano, lo stesso della citazione che ho messo all'inizio del pezzo, commenta così:
“Lui vuole solo delegittimare l'esecutivo. Conosco la storia di Forza Italia per poter dire che mai e poi mai abbiamo avuto la sensazione che questa grande storia di partecipazione democratica che ha emozionato milioni di persone possa avere avuto collegamenti con la mafia”.
Appunto: vi ha emozionato. Non c'è niente di razionale nella follia di massa che ha preso l'Italia, nel votare quella parte politica e soprattutto Quell'uomo. Egli parla alle pance, non ai cervelli.

martedì 19 gennaio 2010

De Craxi. Non dimentichiamo gli anni 90, ovvero Bispensiero

Mi disgusta quello che sento dire in tv, questa apologia del criminale latitante. Io mi ricordo cosa fece Craxi, perché anche se ero molto piccolo, guardavo e memorizzavo, e qualche anno dopo mi feci spiegare le cose x bene da mio padre, ricollegandole con i miei ricordi d'infanzia. Ora, lo so, nel 1992 avevo 6 anni, e vi può apparire assurdo. Ma io mi ricordo di Craxi e di quando Di Pietro per protesta si tolse la toga. E so che è colpa dei governi di Craxi se abbiamo così tanto debito pubblico. Perché non erano capaci di governare, e non lo erano perché "governare" non era il motivo per cui erano al governo.

La storia, raccontata nel mio tipico stile, è la seguente.
A quel tempo i politici mangiavano soldi. Soprattutto i politici che comandavano spesso, visto che non aveva senso dare una mazzetta a chi non comandava mai (= questo spiega perché pochissimi del PCI erano corrotti; ammetto che probabilmente se anche il PCI avesse governato qualche volta, sarebbe stato corrotto). Inoltre, ogni partito riusciva a fottere soldi allo Stato in mille modi, e così i politici si arricchivano. Sta di fatto che i più corrotti e mangioni di tutti erano i socialisti, quelli del Partito Socialista Italiano o PSI, che (caso unico nel mondo) avevano idee che con la sinistra azzeccavano poco, visto che pur di comandare (e così mangiarsi i soldi) si allearono con la DC e gli altri partiti "laici", DC-PSI-PSDI-PRI-PLI, in numerosi CAF, Pentapartiti e altre parolacce che non mi sentirete più dire; e il loro motto era di andare al governo tutti insieme pur di tenere fuori dai giochi il PCI, quei "comunisti" che sia gli Stati Uniti che i socialisti pagati di nascosto dagli Stati Uniti ritenevano qualcosa di appena un gradino sotto Satana stesso.
Craxi dopo essere stato scoperto, andò in parlamento a leggere un messaggio che non faticherete a trovare su youtube, ma che sostanzialmente si riassume in "che cazzo volete da me, lo fanno tutti da molto prima che arrivassi io".
Detto ciò, si capisce che quando questi giri furono scoperti dai giudici, la gente cosa fece? quello che dovrebbe fare anche adesso: dire "è tutto un magna magna, i politici non ci rappresentano, sono là solo per mangiarci i soldi" ed essere contenti di quando i giudici indagano su un politico, ancora più contenti quando qualche politico criminale viene arrestato e finisce in galera per tutte le malefatte.
NO. Oggi la gente dice "è tutto un magna magna, i politici non ci rappresentano, sono là solo per mangiarci i soldi" però poi si incazzano con i giudici e votano in massa Berlusconi.
Bispensiero.

lunedì 11 gennaio 2010

Signoraggio - Capitolo 1

A quanto ammontano e a chi vanno gli utili della BCE
di Gaetano Lazzo


Nella gazzetta ufficiale delle comunità europee [link:istituto BCE] è descritto l'istituto della SEBC e della BCE.
Vediamo alcuni articoli.

articolo 16

stabilisce che la BCE e le banche centrali nazionali possono emettere banconote e che tali banconote sono le uniche ad avere corso legale nella Comunità.

Quindi la BCE e le BCN (Banche centrali nazionali) stampano gli euro.

articolo 29.2

stabilisce che le BCN sono le uniche sottoscrittrici e detentrici del capitale della BCE

Quindi la BCE è completamente posseduta dalle banche centrali nazionali.

articolo 33

stabilisce che:

Il profitto netto della BCE deve essere trasferito nell'ordine seguente:
a) un importo stabilito dal consiglio direttivo e che non superare il 20% del profitto netto viene trasferito al fondo di riserva generale entro un limite pari al 100% del capitale
b) il rimanente profitto netto viene distribuito ai detentori delle quote BCE in proporzione alle quote sottoscritte


Dato che le azioni BCE sono completamente in mano alle bance centrali nazionali, questo vuol dire che:
almeno l'80% del profitto della BCE è distribuito alle BCN. Nulla va in mano a nessun'altro tipo di società privata o pubblica. Infatti la rimanenza costituisce fondo di riserva e non può superare il valore del capitale (quindi non può crescere indefinitamente a meno che non si decida di aumentare il capitale).
Una volta che il fondo di riserva ha raggiunto il valore del capitale infatti, il punto a) diventa inapplicabile, e tutto l'utile viene distribuito alle BCN.

Osservato che quindi gli unici a guadagnare nella BCE sono le banche centrali (ognuna in base alla sua quota), vediamo cosa succede alla banca centrale italiana, la banca d'italia (bankitalia).

Lo statuto della banca d'italia è consultabile qui: [link:statuto bankitalia]

Cos'è la banca d'Italia?
leggiamo l'articolo 1 della sua costituzione:

TITOLO I


COSTITUZIONE E CAPITALE DELLA BANCA D’ITALIA



ART. 1


La Banca d’Italia è istituto di diritto pubblico. Nell’esercizio delle proprie funzioni, la Banca d’Italia e i componenti dei suoi organi operano con autonomia e indipendenza nel rispetto del principio di trasparenza, e non possono sollecitare o accettare istruzioni da altri soggetti pubblici e privati.
Quale banca centrale della Repubblica italiana, è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). Svolge i compiti e le funzioni che in tale qualità le competono, nel rispetto dello statuto del SEBC.


Di chi sono le quote di bankitalia?
lo stabilisce l'articolo 3 dello statuto:

ART. 3



Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro ed è suddiviso in quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna, la cui titolarità è disciplinata dalla legge.
Il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, solo previo consenso del Consiglio superiore, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e della equilibrata distribuzione delle
quote.

Quindi le quote di bankitalia si possono trasferire solo se la legge lo impone. Non si possono insomma mettere in vendita o prestare. Le quote di bankitalia sono per legge possedute da un insieme di banche private (praticamente tutte le principali e non). L'elenco lo trovate qui: elenco partecipanti


Vediamo allora ciò che ci interessa ora, gli utili!

TITOLO V


BILANCIO D’ESERCIZIO E RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ



ART. 39


Il Consiglio superiore determina gli accantonamenti al fondo di riserva ordinaria, fino a concorrenza del 20% degli utili netti conseguiti nell’esercizio. Ai partecipanti sono distribuiti dividendi per un importo fino al 6% del capitale.
Col residuo, su proposta del Consiglio superiore, possono essere costituiti eventuali fondi speciali e riserve straordinarie mediante utilizzo di un importo non superiore al 20% degli utili netti complessivi e può essere distribuito ai partecipanti, ad integrazione del dividendo, un ulteriore importo non eccedente il 4% del capitale. La restante somma è devoluta allo Stato.


Ricapitolando, un importo pari (massimo) al 20% degli utili è accantonato nel fondo di riserva.
Ai partecipanti va massimo il 6% del capitale (che abbiamo visto essere 156000 euro) e, in particolari casi, è possibile distribuire un altro 4% del capitale.
Quindi in tutto massimo il 10% di 156000 euro ossia 15600 euro.
E' troppo poco? si in effetti manca ancora un articolo:


ART. 40


Le riserve sono impiegate nei modi e nelle forme stabilite dal Consiglio superiore. I frutti relativi agli investimenti delle riserve sono destinati in aumento delle medesime.
Dai frutti annualmente percepiti sugli investimenti delle riserve, può essere, su proposta del Consiglio superiore e con l’approvazione dell’assemblea ordinaria, prelevata e distribuita ai partecipanti, in aggiunta a quanto previsto dall’art. 39, una somma non superiore al 4% dell’importo delle riserve medesime, quali risultano dal bilancio dell’esercizio precedente.

Ossia le riserve sono utilizzate anche in operazioni da cui bankitalia può trarre dei profitti. Tali profitti vengono accumulati nelle riserve stesse, tranne (max) un 4% che è possibile distribuire ai partecipanti.
Attenzione: non (max) il 4% delle riserve ma massimo il 4% delle RENDITE fruttate dalle riserve.

Ricapitolando, quant'è l'utile che bankitalia distribuisce alle banche private azioniste in tutto all'anno?
(massimo) 15600 euro + (massimo) il 4% (ma dal 2002 lo 0.5%) delle rendite fruttate dalle riserve.


Lasciando stare le rendite sulle riserve, che non rientrano tra i guadagni dovuti alla stampa delle banconote, a quanto ammontano quindi i redditi da signoraggio della BCE distribuite alle banche private?

Riassumiamo:
Abbiamo visto che la BCE versa tutti gli utili (una volta che il deposito raggiunge il capitale sociale) alle banche nazionali. Questo è decretato dall'art.33 dello statuto BCE
Bankitalia (art.39 della BCE) accantona massimo il 20% e poi distribuisce massimo 15600 euro ai partecipanti, tutto il resto lo versa allo STATO.
Dunque il reddito da signoraggio incassato dalle banche italiane, all' anno è MASSIMO 15600 euro da dividersi tra tutte le banche.

Questi sono i fatti, tutti documentati con documenti ufficiali degli statuti dei relativi enti.

e infine, Alex Chiu, il nostro santo patrono!