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lunedì 27 aprile 2009

riflessione sul 25 aprile

ringrazio Didomistico per avermi girato queste, come definite da lui, parole interessanti:

Marco Revelli

Le piazze rubate
del 25 aprile

Non c’è, oggi, nulla da festeggiare. Né tantomeno da condividere. Sarebbe ipocrisia non dirlo.
Dobbiamo ammetterlo. Con angoscia. Ma anche con quel po’ di rispetto che merita ancora la verità: il 25 aprile è diventato una “terra di nessuno”. Un luogo della nostra coscienza collettiva vuoto, se ognuno può invitarvi chi gli pare, anche i peggiori nemici della nostra democrazia e i più incalliti disprezzatori della nostra resistenza. E se ognuno può farvi e dirvi ciò che gli pare: usarlo come tribuna per proclamare l'equivalenza tra i partigiani che combatterono per la libertà e quelli della Repubblica di Salò che si battevano con i tedeschi per soffocarla, come va ripetendo l’attuale ministro della difesa. O per denunciarne – dopo averlo disertato per anni - l’ ”usurpazione” da parte delle sinistre che se ne sarebbero indebitamente appropriate, come l’attuale grottesco e tragico presidente del Consiglio.
O ancora – in apparenza l’atteggiamento più nobile, in realtà il più ambiguo ma anche il più diffuso – per riproporre l’eterna retorica della “memoria condivisa”: quella che in nome di un’ Unità della Nazione spinta fino ai precordi dell’anima, all’interiore sentire, vorrebbe cancellare – anzi “rimuovere”, come accade nelle peggiori patologie psichiche – il fatto, “scandaloso”, che allora, in quel 25 aprile, ma anche nei durissimi decenni che lo precedettero e prepararono, si scontrarono due Italie, segnate da interessi e passioni contrastanti, da valori e disvalori contrapposti. Due modi radicalmente in conflitto tra loro, di considerarsi italiani.
Un’Italia, da una parte, in origine spaventosamente minoritaria, sopravvissuta nei reparti di qualche fabbrica, nei quartieri operai delle grandi città, lungo i percorsi sofferti dell’esilio, nelle carceri e nelle isole del confino (quelle di cui il “premier” parla come di luoghi di vacanza): un’Italia quasi invisibile, fatta di inguaribili eretici, di testardi critici ad ogni costo, anche quando le folle plaudenti sembravano dar loro torto, di gente intenzionata a “non mollare” anche quando il “popolo” stava dalla parte del despota, di “disfattisti” contro la retorica di regime, anche quando le legioni marciavano sulle vie dell’Impero… L’Italia, insomma, dei “pochi pazzi” che, come disse Francesco Ruffini, uno dei pochissimi professori che non giurarono, deve in modo ricorrente rimediare agli errori fatali dei “troppi savi”… E dall’altra parte l’Italia, sempre plaudente dietro qualche padrone, delle folle oceaniche, degli inebriati dal mito della forza e del successo, dei fedeli del culto del capo. L’Italia “vecchissima, e sempre nuova dei furbi e dei servi contenti”, come scrisse Norberto Bobbio: quelli che considerano la critica un peccato contro lo spirito della Nazione, e la discussione un lusso superfluo.
Vinse la prima: il 25 aprile sanziona appunto quella insperata, impossibile vittoria. E vincendo finì per riscattare tutti, permettendo persino, con quella sua sofferta vittoria, all’altra Italia di mascherarsi e di non fare i conti con se stessa. Sicuramente di non pagare, come avrebbe meritato, i propri crimini ed errori. Ma con ciò il dualismo non scomparve: rimase comunque un’Italia che si identificò con la Resistenza, e una che mal la sopportò e l’osteggiò. Una che si sforzò di continuare l’opera di bonifica contro quell’espressione dell’”autobiografia della nazione” che è stato il fascismo, e un’altra che, sotto traccia, in quell’autobiografia ha continuato a riconoscersi. Un’Italia che stava (fino a ieri pubblicamente) con i suoi partigiani, e un’altra che continuava (fino a ieri privatamente, o quasi) a diffidarne, se non addirittura a rimpiangere il proprio impresentabile passato.
Ora quella “seconda Italia” (fino a ieri forzatamente in disparte, per lo meno nel giorno dell’anniversario) ha rialzato la testa. Si è dilatata nello spazio pubblico fino a occuparlo maggioritariamente. E ha rovesciato il rapporto. L’autobiografia della nazione è ritornata al potere. Non solo ha ripreso pubblicamente la parola, ma ha ricominciato a dettare l’ordine del discorso. A rifare il racconto pubblico sul nostro “noi”. Tutto il frusto dibattito di questi giorni sul nuovo significato del 25 aprile si svolge all’insegna di quella domanda di “ricomposizione” delle fratture, che nel fingere di “celebrare” le scelte di allora in realtà le neutralizza e offende. Di più: ne rovescia radicalmente il segno.
Ci sta alle spalle un mese in cui abbiamo assistito a un clamoroso tentativo d’imporre, con la logica dell’emergenza, un clima asfissiante di rifiuto della critica e di esaltazione del culto del capo; in cui il sistema dell’informazione ha raggiunto vette di servilismo imbarazzanti; in cui l’opposizione, ridotta a fantasma, ha balbettato o si è adeguata. Come non vedere quanto l’appello alla “memoria condivisa”, in questo contesto, suoni sostegno a quella stessa domanda di unanimismo che sta dietro ogni logica di regime? Quanto essa risponda a quella sorda domanda di far tacere le differenze e le dissonanze che costituì il vero “male oscuro” delle nostre peggiori vicende nazionali?
Per questo – per tutto questo – per la prima volta, nei sessantaquattro anni che ci separano dall’evento che si dovrebbe festeggiare, le piazze ci appaiono perdute. In esse non ci troviamo più a casa nostra, non tanto e non solo perché i nostri avversari hanno prevalso (questo accadde anche nel 1994, e il 25 aprile in piazza ci fummo, eccome!). Ma perché una delle due Italie, quella che aveva riempite quelle piazze come luoghi di una democrazia faticosamente presidiata, non c’è più. La sua voce si è affievolita, fin quasi al silenzio, per oblio delle proprie radici, incertezza sulle proprie ragioni, pigrizia mentale… Per insipienza degli uomini e fragilità del pensiero. Non andremo al mare, in questo giorno. Questo no. Ma in montagna forse sì, lì idealmente si dovrebbe ritornare, dove l’aria è più fine e favorisce la riflessione e il pensiero. Sul mondo nuovo che stentiamo a capire. E su di noi, che ci siamo smarriti. Ne abbiamo un impellente bisogno.
Marco Revelli

venerdì 3 ottobre 2008

Barack Obamer è l'anticristo

Ci sono rimasto malissimo, pare che ci siano teorie per cui Obama sia l'anticristo!!!
Ovviamente non sono stato a seguire e non metterò neanche dei video about it!
Ogni tanto fate qualcosa anche voi!!! Fate un p'ò di ricerca!!

Cmq non posso concludere così, infatti metterò un video il cui titolo è:


Harder Better Barack Obamer


p.s.
contate le lettere di "United States Dollar" fa 6 6 6 !!!! oh mioddiodiodio!!!!!!

se pensate che sia OLD ditemelo nei commenti che provvederò ad aggiungere la TAG adatta!

venerdì 22 agosto 2008

all'attacco!

Basta parlare di sinistra disfatta, di "mal di pancia", di malumori interni ecc... cerchiamo invece di risollevare queste teste con ottimismo e di ritrovare l'Unità... e proprio dal sito dell'Unità arriva questo file che linko:
http://www.unita.it/documenti/centogiorni.pdf
In questo grazioso librettino di 67 pagine, che si legge veramente in fretta (è scritto pure bello grosso...) le due autrici ci raccontano le nuove avventure dell'Ottavo Nano, alle prese con l'impresa più difficile di tutte: smantellare pezzo a pezzo il sistema Italia... Riuscirà dove Borghese e Gelli hanno fallito? Beh, speriamo proprio di no!
Leggete, poi tornate qui e scrivete un commento!

martedì 15 aprile 2008

no, no, al peggio non c'è mai fine

Hanno finito di contare le schede in tutta italia, e mi sono accorto di una bella cosa: Emanuela Baio e Dorina Bianchi (per chi non sapesse chi sono, rimando a questo post) sono riuscite a farsi eleggere al Senato! Che buona notizia! Sono proprio contento...

Chissà se i loro amici Teodem sono riusciti a farsi eleggere anche alla Camera? Andiamo a vedere nel sito del MinIntern...

Teodem alla Camera:
Bobba (Piemonte II - 1°) C'È!
Binetti (Lombardia II - 3°) C'È!
Calgaro (Piemonte I - 5°) C'È!
Carra (Sicilia I - 7°) C'È!

Teodem al Senato:
Baio (Lombardia - 4°) C'È!
Bianchi (Calabria - 4°) C'È!

Perfetto! Il peggio del Partito Democratico ce l'ha fatta...

sabato 12 aprile 2008

Ultimo appello


Il video del discorso finale di Walter Veltroni da Roma, chiusura della campagna elettorale.

sabato 5 aprile 2008

Teodem, l'ombra nera del PD

Paola BinettiLuigi BobbaEmanuela Baio Dossi
Enzo CarraDorina BianchiMarco Calgaro

(parte oggettiva, liberamente tratta da it.wikipedia.org)

Teodem è il nome di una corrente interna al Partito Democratico di stampo democristiano e cristiano-sociale. Del gruppo fanno parte tre senatori (Paola Binetti, Luigi Bobba e Emanuela Baio Dossi) e tre deputati (Enzo Carra, Dorina Bianchi e Marco Calgaro), che si sono caratterizzati per un forte attivismo nel campo dei temi etici, a partire dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita, l'opposizione ai DICO e le dure critiche alle norme anti-omofobia incluse nel Trattato di Amsterdam.
Il termine teodem è un neologismo coniato da Luigi Bobba, senatore ed ex presidente delle ACLI, per indicare l'aderenza alle posizioni etiche e dottrinali propugnate dalla Chiesa cattolica. Nel linguaggio politico comune il termine ha finito per significare integralista cattolico schierato nel centro-sinistra. Per Bobba è sinonimo di cattolico democratico, volendo indicare coloro che fanno discendere il proprio agire politico da valori ispirati da una scelta di fede. Si vuole reagire alle posizioni di chi ritiene i diritti individuali alla stregua di diritti assoluti, ritenendo che l'affermazione dei diritti debba essere corretta dalla responsabilità sociale dell'individuo.

(fine parte oggettiva; inizio parte soggettiva)
'A Waltere, ma vve servono davvero ste quattro teste de cazzo? Che nun se possono vince le elezioni senza sti cojoni? Che so' queste le "facce nove", la "nova politica"? Ma vattela a pijà 'nder secchio, va'... Manco je se danno grossi carci ner culo a sti cazzari...


PS. ...e pensare che a Bobba gli ho pure stretto la mano, quando non sapevo ancora chi fosse... ora come ora, me la amputerei...

PICCOLA AGGIUNTA: Ecco dove sono candidate queste persone...
Alla Camera: Bobba (Piemonte II - 1°), Binetti (Lombardia II - 3°), Calgaro (Piemonte I - 5°), Carra (Sicilia I - 7°);
Al Senato: Baio (Lombardia - 4°), Bianchi (Calabria - 4°).

domenica 30 marzo 2008

Diatriba

Tutto cominciò quando il 17 marzo Veltroni disse che bisogna ridurre gli stipendi dei parlamentari. Il giorno dopo, a Porta a Porta, Fini tenta di fare il furbetto e se ne esce con questa frase:

"Mi indigno e mi chiedo chi sia quel pensionato di 52 anni che prende 5.216 euro netti di pensione al mese. E' Walter Veltroni e credo che gli italiani debbano saperlo. Veltroni... è ipocrita... il Pd si è rifiutato di votare un emendamento appoggiato da noi e dalla Sinistra Arcobaleno per ridurre l'indennità parlamentare."
Quasi subito Veltroni risponde:
"Ho chiesto di non avere queste indennità ma non si poteva. Allora ho speso i soldi delle mie pensioni per le cause in cui credo. Fini ha perso un'occasione per stare zitto. Potrei dire molte cose sullo stile di vita di molti leader del centrodestra, ma non lo farò. Dico soltanto che quei soldi li ho usati per fare del bene al prossimo."
e quindi Fini:
"La sua risposta dimostra che l'ho preso con il sorcio in bocca."
e a questo punto, il Partito Democratico si è assicurato il mio voto mostrando di avere palle e senso dell'ironia, rilasciando queste dichiarazioni:
"L'onorevole Fini ha fatto uno dei tanti errori della sua vita politica. Al momento in cui Veltroni ha cessato di essere parlamentare europeo gli è stato erogato il trattamento previsto per tutti i parlamentare che smettono il loro mandato. La somma di questo trattamento più lo stipendio da sindaco della capitale è pari a circa la metà di quanto ha percepito per anni l'onorevole Fini come parlamentare, vice premier e ministro. Con le sue risorse, in questi anni il segretario del Pd ha finanziato più di centomila euro per progetti e associazioni del volontariato. Nella fattispecie, 25 mila euro alla Caritas, 25 mila a Sant'Egidio, 25 mila all'Amref per una scuola in Africa, 25 mila per un progetto di sostegno a ragazzi autistici. Sarà nostra cura sapere quanto hanno versato in beneficenza i parlamentari del Pdl che godono del trattamento di fine mandato e siamo certi che l'onorevole Fini, guadagnando il doppio del segretario del Pd, avrà certamente contribuito con cifre doppie delle sue ad aiutare chi è meno fortunato e che sarà in grado di documentarle al più presto."

mercoledì 19 marzo 2008

Guerre stellari IV: una nuova speranza


È ormai da tempo che penso che il Partito Democratico sia l'unica cosa interessante e nuova del panorama politico italiano, e che Veltroni sia una persona in gamba, che ha fatto tanto per Roma, che (anche se non è l'Italia) è pur sempre la città più grande e importante d'Italia, e per essere riconfermati dopo un primo mandato con più del 60% dei consensi bisogna essersi comportati bene... mi sembra che Berlusconi stia solo dicendo, come suo solito, molte cazzate e molte cattiverie su Veltroni, cattiverie che Veltroni non si merita e alle quali comunque ha già detto più volte di non voler rispondere. Godetevi il filmato e se vi piace, commentate.

martedì 18 marzo 2008

...e se siete ancora indecisi...

(esclamareMinghia! Il blog del Brontolo critico)...vi propongo gli interessantissimi IDENTIKIT stilati dal bravo Kastokalos così potrete farvi un'idea precisa di cosa ci sarà in quella fottuta scheda elettorale:
(presentazione degli identikit)
Sinistra Arcobaleno
Partito Democratico
Unione di Centro
Il Popolo delle Libertà
La Destra

sabato 26 gennaio 2008

Poveri noi

E alla fine Prodi è caduto... possiamo fare un paio di considerazioni?

1- Chi l'ha fatto cadere? Mastella, Dini
2- Chi ha fatto sempre ostruzionismo fino all'ultimo giorno? Mastella, Dini
3- A chi è che si dava la colpa di tutto? Alla Sinistra "radicale" (che chiedevano ogni giorno "ehi gente, possiamo cercare di rispettare il programma? O l'abbiamo scritto solo per prendere per il culo gli elettori?")

Perché la Sinistra deve essere sempre il capro espiatorio? Perché questo accanimento? Chiedetelo a voi stessi. Siamo tutti vittime di un lavaggio del cervello, a cui però alcuni per fortuna riescono a resistere (come uno che è sotto l'ombrello vede che piove anche se non si bagna); però penso a quanti non hanno "l'ombrello", quanti ci sono cascati, sono stati turlupinati, hanno perso la loro libertà di pensiero senza accorgersene...
Tanti che ragazzi ignoranti che stamattina dicevano:
"Sono contento che è caduto Prodi, era un coglione" (si noti l'uso -non certo casuale- della stessa parola con cui Berlusconi chiamò gli elettori di centrosinistra alle ultime elezioni)
"Aveva solo aumentato le tasse per intascarsele" (questo perché guardi solo il TG4, minchione!)
Ormai la parola "comunista" viene usata come un insulto, come negli USA, e questa "importazione" la dobbiamo tutta a ìl nano di Arcore.

In realtà se ci trovavamo nella merda era solo colpa di Berlusconi: lui sì, che è in politica per arricchirsi... (qualche tempo fa sentivo le vecchiette dire cose tipo "Ma lui ne ha già tanti, di sicuro non va al potere per farsi i soldi"... Come se un dottore dicesse a un tossico "scusa, mi guardi un attimo lo scaffale dove tengo la morfina? Lo chiedo a te perché ne hai già tanta in corpo di merda, sicuramente non me la rubi...") Guardacaso, è facile trovare in internet quel grafico in cui si vede l'andamento in borsa di Mediaset: sempre in rialzo nei cinque anni, e da due anni in discesa.
Va beh, a dirla tutta lui è sceso in politica per arricchirsi E per non finire in galera... i processi su di lui o sono caduti in prescrizione o è riuscito a "schivarli" grazie a possibilità per l'imputato che non c'erano prima delle sue leggi speciali, da lì in poi definite "ad personam".
Nei prossimi post mi premuro di portarvi le fonti provate di quello che dico, nel caso non vi fidiate (ma se avete avuto il coraggio di votare per Berlusconi, un po' boccaloni lo siete, quindi non mi sto riferendo a voi)

In ogni caso comincio a dirvelo da adesso:
Non importa quanto valgano per voi le singole persone di Bertinotti, Diliberto, Pecoraro Scanio, ecc. Qualsiasi cosa abbiano fatto, non voglio che votiate persone ma Partiti: alle prossime elezioni, se la sinistra avrà fatto l'enorme sforzo di riunirsi, ripaghiamo questo sforzo: votiamoli. Sarebbe l'unico partito serio rimasto in Italia (dalla fine dei DS in questa schifezza di PD).

Ps. Cliccate sul nome di Dini, là in alto...

venerdì 25 gennaio 2008

Il governo è caduto...

«Meglio un altro governo che faccia le riforme e le altre cose essenziali e poi al voto.
Questa legge elettorale (che Berlusconi ieri si è affrettato a dire che è buona) fa proprio schifo.
Da notare la piroetta di Fini non appena ha subodorato la possibilità di ritornare al potere, il mese scorso aveva detto a Berlusconi che bisognava assolutamente parlare di programmi, contenuti, leadership e altro, adesso si è subito affrettato a dire:"Andiamo subito al voto, Berlusconi è il leader!".
Un lombrico al suo posto farebbe più figura.
Casini sembra favorevole al governo istituzionale pur di non stare ancora con Berlusconi.
Stiamo a vedere.» (articolo di Fiaccola)

«Siamo sicuri che non contiamo davvero un cazzo noi italiani??? E siamo sicuri che non siamo responsabili di chi decidiamo di mandare al governo e dei numeri con cui li mandiamo a governare?? Com'è possibile che la sinistra si sia dovuta alleare con un delinquente come mastella per convincere gli italiani a preferirla a berlusconi?? Ma siamo sicuri che è solo colpa dei politici?? PER ME GLI ITALIANI HANNO UNA GRANDISSIMA RESPONSABILITA' DI IGNORANZA POLITICA E INTELLETTUALE!! E LO DIMOSTRERANNO VOTANDO PER LA DESTRA E RIMANDANDO AL GOVERNO BERLUSCONI CHE L'UNICO PREGIO CHE HA E' QUELLO DI INCULARTI SENZA FARTELO CAPIRE, UN PO' IL MOTTO "OCCHIO NON VEDE, CULO NON DUOLE!"» (commento di Kastokalos)

«La legge elettorale è sicuramente da rifare prima di tornare al voto (e la pensavano così anche tutti gli esponenti del centro destra). Rifacciano la legge elettorale e poi si può pensare alle votazioni.

Berlusconi sicuramente non lo rivoglio al potere.

E vorrei far riflettere qualcuno sul fatto che Prodi:
1- Non ha fatto nessuna legge per favorire se stesso;
2- Non ha fatto leggi per favorire i suoi partiti;
3- Ha pagato i debiti dell'Italia;
4- Ha dato più potere alla giustizia (basta guardare i successi su: importazioni cinesi, evasori fiscali, arresti di mafia);
5- Alla prima finanziaria ha abbassato gli stipendi dei parlamentari del 30% (quando il governo precedente se l'era alzato del 10%).

Secondo voi cosa ci ha guadagnato Prodi da tutto questo? Niente!
Ci ha rimesso la faccia pur di portare l'Italia fuori dal marcio.

Berlusconi in 5 anni di governo si è fatto tante di quelle leggi a favore suo e dei suoi amichetti mafiosi. Dell'Italia non se n'è mai occupato.
E' arrivato l'euro senza che si muovesse una foglia per controllare i prezzi.
Ha guadagnato miliardi finanziando le ditte sue e dei suoi familiari con soldi dello stato, le nostre tasse, e nessuno di voi si è lamentato perché se no passava per il comunista (parola che Silvio si è premurato di far passare come un insulto) che ce l'ha con Berlusconi.

Avere idee di destra è una cosa.
Ma inchinarsi al volere di Berlusconi è uno schifo.

Siete "di estrema destra"? C'è Fini.
Siete dei bravi cristianucci? C'è Casini.

Nessuno dovrebbe avere nostalgia di Berlusconi!» (commento di The Sinner)

(tratto da Fiaccola Politica - No ad elezioni subito)

lunedì 21 gennaio 2008

E Mastella se ne va... (di nuovo?)

La notizia di ieri era che Mastella se ne andava dal Governo, ma il suo partito garantiva l'appoggio esterno al governo. La notizia di oggi è che ci hanno tolto anche quello. "Non vogliamo più avere niente a che fare con il centrosinistra, basta, vogliamo le elezioni".

Guardate in questo sito quanto conta Mastella in Italia. Lo 0,7%. In calo.

Gente, scusatemi ma era tanto che non mi occupavo di politica, siccome qualcosa ne capisco più dell'80% di voi, abbiate pazienza. Sapete perché Mastella ha fatto quello che ha fatto? Perché è rimasto indietro di qualche anno.

Siccome mesi fa De Magistris, un magistrato calabrese, aveva scoperto: "Ehi! Ma qua ci sono dei giudici in Basilicata che stanno indagando su dei giudici che stanno indagando su di loro! Indaghiamo!"
Il problema, cari bambini, è che indagando, De Magistris scoprì qualcosa su Mastella, qualcosa che forse non sapremo mai: quando Mastella il Democristiano lo scoprì, fece tutto quanto era in suo potere per nascondere tutto, insabbiare tutto. Gli andò di culo: il Ministro della Giustizia era lui.

E quella volta se la cavò. Ma purtroppo, checché ne pensino gli italiani, ogni reato prima o poi viene scoperto. Ora infatti, altri giudici hanno scoperto il Marcio-Dietro-Mastella™ e l'hanno spiattellato ai giornali.

E lui, il Castoro (nel senso di appartenente alla casta, non mi veniva in mente una parola migliore) si vendica, perché, come ha detto giustamente tal "the Sinner" commentando Questo Post, Mastella, geloso della Legalità, avrà detto: "o me o lei!"...

sabato 19 gennaio 2008

E finalmente Mastella saluta...

Avevo deciso di parlare seriamente di Mastella adesso...
però mi sono accorto che le visite stanno un po' calando, quindi è ora di parlare di peni, grandi e piccoli,... Tanto tra parlare di teste di cazzo o di cazzi interi il passo è breve.

Eppure le due cose sono legate molto più strettamente di quanto la battuta non lasci pensare. Infatti, sapevate che un sacco di ragazzi adolescenti passano le loro giornate a cercare in Internet come allungarsi il pene, qual è la media della lunghezza del pene, e chi ce l'ha più lungo... ma piantatela, coglioni! Primo che alle ragazze importa ben altro della lunghezza del vostro birillo; e secondo, che poi arrivate a 18 anni e l'unica cosa che sapete è che le donne da qualche parte hanno un buco, o perlomeno sembrava così da quelle foto che avete visto.

Ma soprattutto, arrivate ai 18 anni e dovete votare (visto? mi sono ricollegato), e siccome ve ne siete sempre stra sbattuti, arriva il primo pirla a dirvi "Meno Tasse!" o uno con la faccia di Mastella, e non siete pronti: non avete la capacità di riconoscere la sostanziale disonestà di queste persone, pensate che in politica siano tutti buoni... votate a casaccio ("ah, ma tanto io non ne capisco un cazzo" - e ci ricolleghiamo di nuovo) e sostanzialmente, "ci cascate". Ve la ritrovate nel culo mezzo metro (vedete? politica e pene sono collegatissimi!) e pensate "tsk, che cazzata che ho fatto a votare, quello lì aveva detto che faceva questa cosa X qualsiasi e non l'ha fatta... è proprio uno stronzo..." e poi dite (non negate) "va beh, provo a votare dall'altra parte." Cioè come se vi avessero chiesto "che ora è?" e non avete l'orologio... tirate a caso... "Oh, sto giro ho sbagliato, ho votato quelli stronzi, la prossima volta allora voto i coglioni"...

E alla fine arriverete ai trent'anni a dire "ah, ma sti politici non si interessano della gente, fanno solo i loro porci comodi, mangiano soltanto, si rubano i soldi delle nostre tasse e bla bla bla..." ma se siete voi i primi che non ve ne frega un cazzo dei politici! Prima li lasciate a loro stessi, ve ne sbattete il cazzo e poi quando tutto questo menefreghismo vi ritorna amplificato vi lamentate? magari se da piccoli vi leggevate un giornale decente, o un sito di notizie ogni tanto, invece di venire in internet solo per cercare se la media è di 15 cm o che quello più lungo ce l'aveva di 60...

E per colpa vostra che i politici in Italia sono così: Mastella, Ministro della Giustizia (rendiamoci conto) è indagato insieme alla moglie con 7 capi d'accusa anche piuttosto gravi, tra cui ad es. concussione...

Eh, ma chi se lo aspettava, dopotutto noi lo conosciamo, sapevamo bene che proprio uno stinco di santo non era, basta ricordarsi della storia di DeMagistris... come dite? non sapete di che cosa sto parlando? Però Rocco Siffredi lo sapete chi è, neh?

venerdì 11 gennaio 2008

Mi rifiuto!

Che settimana gente... oggi vi racconto una storia.
C'era una volta, tanto tempo fa, una terra lontana, in cui governava re Antonio, un re non molto alto, direi "bassolino"; un re ormai anziano, che non governava più come avrebbe dovuto; al suo posto, infatti, tiravano le fila del regno degli oscuri signori, che nell'ombra tramavano al posto del sire per arricchirsi e comandare.
Gli abitanti di questo regno producevano tanti rifiuti; e gli Oscuri Signori, per arrichirsi, usarono la loro influenza per impedire che nel regno ci fossero degli "inceneritori", che erano dei posti magici in cui si trasformava quei rifiuti in energia. Perché facevano questo? Perché sapevano che, così facendo, il re sarebbe stato costretto a chiedere il loro aiuto, e a far smaltire quei rifiuti a pagamento, per mezzo di contratti chiamati "appalti". Ricchezza e potere.
Ma cosa accadde? Che queste persone non facevano il loro dovere (dopotutto sono pur sempre persone disoneste, e che cribbio!) e quindi le strade del regno si riempirono di rifiuti. E la gente, stufa di vivere in mezzo a quella che chiamavano simpaticamente "A' monnezza", scese per le strade e protestò: "Re Antonio! Salvaci!" ma le orecchie del re erano ormai vecchie e stanche, e non potevano fare niente per il popolo. (le orecchie, di sicuro niente; invece il re avrebbe potuto fare ancora tanto...)
Ma ecco che un giorno, San (de) Gennaro, protettore del popolo, tornò sulla terra, sotto forma di ex commissario di polizia (aveva già gestito egregiamente il G8 di Genova, per chi non lo ricordasse) e promise che avrebbe fatto quello che nessun altro era riuscito a fare: ripristinare l'ordine, ripulire le strade, sgominare gli Oscuri Signori e far regnare la felicità.
Decisero che bisognava affrontare prima di tutto l'emergenza: togliere tutta la Monnezza dalle strade. Ma dove portarla?
Chiesero aiuto ai regni vicini: tutti, a parole, si dimostrarono favorevoli a dare una mano all'amato regno. Ma quando le navi arrivarono, per esempio, ai due regni insulari di Sardinia e Siculia, ecco che spontanee (spontaneissime, se essere pagati è una forma di spontaneità) manifestazioni popolari chiesero a gran voce "No! Non li vogliamo qui i rifiuti di quegli zozzoni! Via!!!" Sventolando bandiere di Forza Nuova e Udc.
Il resto della storia... Mi rifiuto di raccontarvela... perché deve ancora svolgersi...

venerdì 7 dicembre 2007

I nomi dei partiti

Mi è venuto in mente: ma i politici lo fanno apposta? Qualche tempo fa (nel 1994) quando Berluska è entrato in politica, dicevamo "Ecco, adesso che ha chiamato il suo partito Forza Italia, che cazzo gridiamo quando l'Italia vince i mondiali?" (ovviamente lo sapevamo già dodici anni prima, noi dello strizzavercelli). Cioè, prima veniva naturale, se giocava la Nazionale, stare tutti sul divano a guardare la partita e gridare "Forza Italia!!!"; adesso non si può più... Insomma, Berlusconi ci ha rubato un modo di esprimerci.
E adesso, non so se anche voi ve ne siete accorti... Ma il Partito Democratico, secondo voi, come si abbrevia? PD...
Ma PD!...

mercoledì 25 luglio 2007

Ed ora un po' di notizie inventate...

  • Domenica prossima partono le elezioni mondiali per la poltrona di presidente del pianeta Terra. Le tre liste che si scontrano sono il Cane Repubblicano, lista cattolico-conservatrice che fa capo a Stati Uniti ed Europa Unita, il cui unico punto programmatico è di ripristinare la buona vecchia Guerra Fredda, per far commuovere di nostalgia gli over-60; il Gatto Rosso, lista veterocomunista che fa capo alla Russia ed Europa Unita, che al contrario vorrebbe portare la felicità al genere umano tramite l'applicazione forzata di divertimenti continui; infine, c'è "A' Listariella" di Gennaro Esposito, italiano, che ha promesso soltanto "Se mi eleggerete, non farò nulla di nulla", conquistando così nei sondaggi il 94% dei consensi. Mi si consenta quindi di uscire dal tradizionale ruolo imparziale, per dire "Forza Gennaro!"
  • Continuano ad aumentare le candidature per il Partito Democratico: dopo Rosy Bindi, Enrico Letta, Furio Colombo e Waltew Weltwoni, più i 2 autsaider di cui nessuno ricorda il nome, oggi hanno presentato le loro candidature Giulio Andreotti (finalmente facce giovani nella politica), Silvio Berlusconi, Tinkerbell Hilton (il chihuahua di Paris Hilton) e un tizio di nome Piermario Perlasconi, molto somigliante a Berlusconi, non fosse per la parrucca e la barba posticcia.
  • A causa di un vento solare, chiunque pronunci la parola "carapace" tra le 14 del 25 luglio e le 16 del 27 luglio sarà carbonizzato all'istante. Non dite che non vi abbiamo avvertito.

e infine, Alex Chiu, il nostro santo patrono!