sabato 27 dicembre 2008

Fondamenta di sabbia -

Che bello il clima natalizio, tutti diventano così buoni... ma vi rendete conto di quanto è ipocrita il fatto di "diventare più buoni" perché siamo sotto natale? la cosa mi ha sempre fatto pensare.
L'altra cosa che mi ha sempre fatto pensare (e penare) sono le parole dei preti. In questo periodo dell'anno, per strada e in televisione, è tutto un "fioccare" di pretame vario che ci raccontano della storia di Gesù e della scena della natività, così come rappresentata nei presepi che tante persone allestiscono nelle proprie case o in luoghi pubblici. Ma siamo sicuri che sia la verità?

Effettivamente, no. Tutti sappiamo che dei circa 70 vangeli esistenti, solo 4 furono scelti dalla gerarchia ecclesiastica dell'epoca come "storia ufficiale", mentre gli altri furono dichiarati "apocrifi" (da ἀπό = da, κρύπτω = nascondere; quindi "ciò che va tenuto nascosto") e quindi tenuti in disparte, e nei secoli sempre più svalutati come se fossero dei falsi. Ma quali informazioni importanti sulla figura di Gesù Cristo ci vengono da quei vangeli, che solo arbitrariamente (e da mano umana) furono abusivamente scartati?
Beh, le ragioni sono più politiche che teologiche: se oggigiorno tutti avessero accesso a tutti i vangeli apocrifi, ben pochi rimarrebbero cristiani; e questo perché rendono evidente che si tratta di storie totalmente inventate di sana pianta da gente ignorante per stupire altra gente ignorante. Del resto, le storie contenute in questi vangeli si influenzarono a vicenda, per cui certi eventi li ritroviamo descritti in più vangeli, Canonici e Apocrifi. Questa differenza è del tutto artificiale. Consiglio a tutti di cercare e leggere i vangeli apocrifi, per conoscere il cristianesimo che vi è stato "tenuto nascosto" tutto questo tempo. E allora sarà difficile per voi continuare a credere a questi ciarlatani blateratori di dio.

Visto che siamo sotto le feste natalizie, concentriamoci sulla questione della nascita e dell'infanzia di Gesù, del quale i vangeli "canonici" ci dicono ben poco, mentre gli "apocrifi" abbondano di dettagli. Segue un testo scritto da Luigi Cascioli, noto studioso , nonché autore del libro "La Favola di Cristo" e salito alle cronache per aver denunciato la chiesa cattolica per abuso della credulità popolare (sito ufficiale: www.luigicascioli.it)



Per tutto il IV secolo, i vangeli sulla vita di Gesù furono numerosi, si calcola che siano stati 70. Tutti ritenuti validi, furono seguiti come veri fino a quando la Chiesa non decise di sceglierne quattro, che sono questi attuali predicati nelle chiese, dichiarati canonici. Gli altri furono scartati sotto il nome di Apocrifi, cioè da mettersi da parte perché ritenuti non attendibili.
Tra quelli scartati (apocrifi), che, ripeto, furono comunque riconosciuti autentici fino al IV secolo, ce n’erano di specifici sull’infanzia di Gesù.
Vale la pena di leggerli per poterci rendere conto dell’imbecillità dei fedeli di allora che li sostenevano come veri, che, in fin dei conti, non sono affatto differenti dai creduloni di oggi che sostengono questi 4 canonici nei quali si sommano, come in quelli apocrifi, le più assurde fesserie, quali quelle che mostrano Gesù che cammina sulle acque, seda le tempeste, risuscita i morti e maledice le piante di fico.
Ciao a tutti.
Luigi.

L'INFANZIA DI GESU'

Sabato 25 dicembre alle ore 21 c’è stata una trasmissione su canale 4 sull’infanzia di Gesù e ancora una volta, come sempre è accaduto e continuerà ad accadere fino a quando gli argomenti riguardanti il cristianesimo saranno affidati a individui opportunisti o plagiati, la verità è stata ignorata.

Contrariamente a quanto è stato affermato, non è assolutamente vero che il solo riferimento sull’infanzia di Gesù lo troviamo in quel passo del vangelo di Luca che tratta della “disputa fra i dottori nel Tempio” (Lc. 2-41) perché di aneddoti riguardanti miracoli e prodigi compiuti da Gesù durante i primo anni della sua vita ne troviamo riportati a decine, se non a centinaia, in libri del III, IV e V secolo che, anche se messi all’indice dalla Chiesa, meritano la stessa considerazione che viene riservata ai vangeli che furono poi canonizzati.

Se mi sono proposto in questa contestazione è per denunciare ancora una volta, attraverso la documentazione che riporterò di seguito, l’inesistenza di questo Cristo la cui figura storica è stata costruita seguendo gli stessi principi immaginari e ridicoli di come si è cercato di ricostruire, durante la suddetta trasmissione televisiva, le sembianze di un Gesù diciottenne prendendo come riferimento l’immagine impressa su quel telo chiamato “sindone” che è risultato essere inconfutabilmente un falso.
Per comprendere come il vangelo attribuito a Luca, ritenuto vero perché ispirato da Dio, sia in realtà stato scritto su fatti puramente immaginari, come risulterà dagli episodi che seguiranno,riporterò per primo il passo di cui abbiamo parlato traendolo tale e quale da uno di quei vangeli che sono stati ritenuti dalla Chiesa apocrifi, cioè falsi.

Vangelo dello pseudo-Tommaso
Prologo:
Ho ritenuto necessario io, Tommaso israelita, portare a conoscenza di tutti i fratelli provenienti dal paganesimo gli avvenimenti dell’infanzia e i fatti straordinari del nostro Signore Gesù Cristo, quanti egli operò, nato nel nostro paese:
- Quando Gesù ebbe dodici anni, Giuseppe e Maria si recarono, come era d’usanza, a Gerusalemme per le feste della Pasqua. Durante il viaggio di ritorno a Nazaret, accortisi che Gesù non era con loro, ritornarono indietro per cercarlo.
Dopo tre giorni di ricerche lo trovarono nel tempio seduto in mezzo ai dottori, che li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che udivano parlare questo fanciullo erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Giuseppe e Maria al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse:"Figlio, perché hai fatto così? Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo". Ed egli rispose: "perché mi cercavate? Non sapete che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e ritornò a Nazaret rimanendo loro sottomesso. Intanto sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età (incredibile ma vero!) e grazia davanti a Dio e agli uomini - (Dunque se è questo episodio è vero perché riportato anche da Luca, perché non dovrebbero essere veri anche gli altri che seguono).

- Il bambino Gesù, quando aveva cinque anni, stava giocando nel guado di un torrente quando con il fango plasmò dodici passeri. Un giudeo, vedendo che Gesù stava compiendo un lavoro nel giorno di Sabato, immediatamente andò a riferirlo a suo padre Giuseppe. "Guarda che tuo figlio ha profanato il Sabato perché ha formato con l’argilla dodici passeri".
Allora Giuseppe, recatosi sul posto, gridò a Gesù queste parole. "Perché fai queste cose, di Sabato, che non è lecito farle?"
E Gesù, battendo le mani gridò ai passerotti e disse loro: "Andate via!" e i passerotti andarono via cinguettando.
Vedendo ciò i Giudei furono presi da stupore e andarono a raccontare ai loro capi quello che avevano visto fare a Gesù.
Era lì presente insieme con Giuseppe il figlio dello scriba Anna il quale, preso un ramo di salice, fece scorrere via le acque che Gesù aveva raccolte per fare l’impasto.
Gesù si sdegnò e gli disse: "Malvagio, empio e insensato, che fastidio ti davano le acque e le fosse? Ecco, ora anche tu seccherai come un albero e non porterai né foglie, né radici, né frutto". E subito quel ragazzo restò secco. E Gesù se ne tornò a casa di Giuseppe.
Ma i genitori del ragazzo disseccato presero il figlio e, piangendo la sua tenera età, lo portarono da Giuseppe e lo biasimarono dicendogli: "Hai un bel figlio, che fa simili cose!".

-Un’altra volta Gesù passava per il paese e un ragazzino correndo urtò contro la sua spalla. Irritato Gesù gli disse: "Non proseguirai la tua strada!" E quello cadde subito morto.
Alcuni che avevano visto ciò che era successo, dissero: "Di dove viene questo bambino, che ogni suo parola è un fatto bell’e compiuto?
Ma i genitori del morto, recatisi da Giuseppe, lo ammonirono: "Tu, avendo un simile figlio, non puoi abitare nel villaggio con noi, a meno che gl’insegni a benedire e non a maledire, perché egli fa morire i nostri figli!".
Allora Giuseppe, chiamato in disparte il figlio, lo ammonì dicendo: "Perché fai di queste cose per le quali costoro soffrono e ci odiano e perseguitano?". Gesù rispose: "Io so che queste parole non sono tue, tuttavia starò zitto, per riguardo a te; ma quelli che te le hanno suggerite riceveranno il loro castigo". E subito i suoi accusatori divennero ciechi.
Coloro che assistettero a questi fatti furono assai spaventati e perplessi dicevano di lui che ogni parola che pronunciava, sia buona che cattiva, era un fatto compiuto; e nacque gran meraviglia.
Quanto a Giuseppe, vedendo ciò che Gesù aveva fatto, gli prese un orecchio e glielo tirò forte.
Il bambino si adirò e disse: "Hai agito con poca saggezza, non sai che non sono tuo figlio? Dunque non farmi del male!".

Alcuni giorno dopo, Gesù giocava sulla terrazza di un tetto ed uno dei bambini che giocavano con lui cadde giù dalla terrazza e morì. Tutti gli altri bambini fuggirono e Gesù rimase solo
Essendo accorsi i genitori del morto accusarono lui. Gesù disse che non era stato lui a buttarlo giù dalla terrazza, ma essi imprecarono contro di lui.
Allora Gesù scese di un balzo dal tetto e fermatosi accanto al cadavere gridò ad alta voce: "Zenone (così infatti era chiamato di nome) levati su e dimmi se sono stato io a buttarti giù". E quello levatosi su subitamente disse: "No, Signore, tu non mi hai buttato giù, ma mi hai resuscitato".
A tale vista restarono tutti attoniti, e i genitori del bambino resero lode a Dio e manifestarono a Gesù la loro venerazione.

Pochi giorni dopo, ad un giovane che spaccava la legna, cadde di mano la scure e gli tagliò la pianta del piede ed egli stava per morire dissanguato. Ci fu un grande trambusto e un accorrere di gente e anche il bambino Gesù corse là, aprendosi di forza un passaggio. Afferrò il piede ferito del giovane, e questi fu subito guarito.
Allora disse al giovanotto: levati su, spacca la legna e ricordati di me. La folla, vedendo quello che era accaduto, manifestò al bambino la propria devozione dicendo: "davvero in questo fanciullo abita lo spirito del Signore".

(Da fonte non ben determinata sappiamo che Giuseppe, pentito per avergli tirato l’orecchio la settimana prima, per farsi perdonare, quel giorno gli promise che la madre Maria gli avrebbe cucinato gli gnocchi).

- Quando aveva sei anni, sua madre lo mandò ad attingere acqua dandogli un brocca. Ma egli urtò in mezzo alla gente e la brocca si ruppe. Gesù allora, stendendo il mantello che aveva indosso, lo riempì di acqua e lo portò a sua madre. E sua madre, vedendo il fatto straordinario che era accaduto, lo baciò serbando dentro di se i misteri che gli vedeva compiere.-

(Sembra che Giuseppe questa volta abbia tirato ancora una volta l’orecchio a Gesù dicendogli: "Perché non hai fatto morire tutta la folla che è stata causa della rottura della brocca? Non sai che come falegname costruisco anche le bare?")

Di lì a qualche tempo, un rabbino che era amico intimo di Giuseppe, gli disse: "Portami il bambino a scuola. Forse con le buone riuscirò a insegnargli le lettere dell’alfabeto".
"Se te la senti, fratello mio, prendilo pure con te!".
Egli lo prese con paura e tanta preoccupazione.
Appena Gesù entrò nella scuola, prese baldanzosamente un libro posto sul leggio, ma non recitò le lettere che erano in esso, bensì aprendo la bocca si mise a parlare dello Spirito Santo insegnando a quelli che gli erano intorno e l’ascoltavano.
Gran numero di persone si erano riunite e gli facevano ressa intorno, ascoltandolo, e ammiravano l’efficacia del suo insegnamento e la sua prontezza di parola, perché, pur essendo infante, parlava così bene.
Sentendo questo, Giuseppe fu preso dalla paura e andò di corsa alla scuola, supponendo che anche quel precettore fosse colpito da qualche accidente (In un aneddoto precedente aveva fulminato un Rabbino perché aveva osato insegnargli).
Ma il Rabbino disse a Giuseppe: "Che tu sappia, fratello, io ho preso il bambino come scolaro, ma egli è pieno di grazia e di saggezza. Pertanto ti prego, fratello, riprendilo a casa tua".
Udendo quelle parole, il fanciullo subito gli sorrise e gli disse: "Poiché hai parlato rettamente e hai fatto un’onesta dichiarazione, in grazia tua anche quell’altro Rabbino che è stato da me colpito, sarà risanato".
E Giuseppe prese con se il bambino e se ne tornò a casa sua. -

Dopo questi fatti avvenne che nel vicinato di Giuseppe morì un bimbo che era malato, e sua madre piangeva disperatamente. Gesù corse là in fretta e, trovato il bambino morto, gli pose la mano sul petto dicendo. "Dico a te, bimbo, non morire, ma vivi e resta con la tua mamma", e subito quello si guardò intorno e sorrise. Disse allora Gesù alla donna: "Prendilo e dagli il latte e ricordati di me". E Gesù uscì di là e si mise a giocare con altri bambini.
Qualche tempo dopo resuscitò un operaio che era morto mentre costruiva una casa. Vedendo ciò la folla rimase stupita e diceva: "Questo bambino è un essere celeste: Già molte vite ha salvato dalla morte e dovrà salvarne altre ancora durante tutta la sua vita".

I miracoli e i prodigi compiuti da Gesù nella sua fanciullezza riportati dal vangelo di S. Tommaso sono diciannove; l’ultimo, che tratta della disputa fra i dottori, è riportato in maniera identica a quello di S. Luca che inizialmente abbiamo riportato.
Il vangelo di S. Tommaso, scritto espressamente sull’infanzia di Gesù termina così: "Intanto Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia. A lui gloria, nei secoli dei secoli. Amen".

Dallo pseudo-vangelo di Matteo

Secondo questo vangelo la strage degli innocenti ordinata da Erode avviene dopo due anni dalla nascita di Gesù. Questa infatti era la convinzione della maggior parte degli evangelisti durante il IV secolo, cioè nell’epoca in cui fu costruita la nascita di Cristo da una donna terrena. Convinzione che ci permette di rispondere all’interrogativo che sorge spontaneo leggendo Matteo (cap.II). "Perché Erode ordina l’uccisione di tutti i bambini da due anni in giù, se Gesù era appena nato?".
Tutto il racconto, quindi dei re magi e della fuga in Egitto avviene per lo pseudo-Matteo quando Gesù aveva già due anni.

-Durante il viaggio verso l’Egitto, giunti in una grotta, decisero di riposare sotto di essa e Maria scese dalla giumenta e si sedette, tenendo in grembo Gesù. Ora c’erano tre ragazzi che facevano il viaggio con Giuseppe e una ragazza con Maria (in altri vangeli vengono presentati come figli di Giuseppe nati da un precedente matrimonio). Ed ecco che all’improvviso uscirono dalla grotta molti draghi, vedendo i quali i ragazzi si misero a gridare per il grande spavento. Allora Gesù, sceso dal grembo di sua madre, si fermò ritto in piedi di fronte ai draghi e quelli lo adorarono, e dopo averlo adorato si allontanarono da loro.
Così si adempì ciò che era stato preannunciato dal profeta Davide che aveva detto: "Lodate il Signore della terra, o draghi, e tutti voi degli abissi".

Similmente lo adorarono i leoni e i leopardi che si accompagnavano con loro nel deserto: dovunque andavano Maria e Giuseppe, essi li precedevano indicando loro la strada e chinando il capo per adorare Gesù.
I leoni camminavano insieme con loro e con i buoi e gli asini e le bestieda soma che portavano le cose necessarie, e pur rimanendo con loro non ne aggredivano nessuno, e stavano mansueti in mezzo alle pecore e ai montoni che avevano portato dalla Giudea e che avevano con se. (Molto probabilmente è da questo carriaggio così abbondante di masserizie che Vittorio Messori ha trattolo spunto per sostenere che Giuseppe era un ricco imprenditore edile!). E questi camminavano tra i lupi e non avevano paura, perché nessuno era molestato da un altro.
Così si adempì ciò che era stato preannunciato dal profeta: "I lupi pascoleranno con gli agnelli, il leone e il bue mangeranno insieme la paglia". C’erano infatti due buoi e un carro, nel quale portavano le cose di prima necessità, e i leoni li guidavano nel loro cammino.

In una successione di altri episodi, uno più idiota dell’altro, alla fine arrivano in Egitto dove vi rimangono, tra prodigi e scemenze simili, finché non ritornano in Palestina, per istallarsi prima a Nazaret e poi a Cafarnao. Gli episodi riguardanti l’infanzia di Gesù riportati dallo pseudo-Matteo sono ben sessantadue. Alla fine, dopo averli letti tutti, ci viene spontaneo chiedersi come sia possibile che la demenza umana possa scendere così in basso.

Lo pseudo vangelo di Matteo, chiamato così dalla Chiesa per distinguerlo da quello canonico, così finisce: "Quando Giuseppe andava a qualche convito coi suoi figli Giacomo, Giuseppe, Giuda e Simeone e con le due figliole vi si recavano anche Gesù e sua madre Maria, con la sorella di questa, Maria figlia di Cleofa, che il Signore Iddio aveva concesso a suo padre Cleofa e a sua madre Anna, per aver essi offerto al Signore la Maria, madre di Gesù. E questa Maria fu chiamata con lo stesso nome di Maria, per consolazione dei genitori.(In questa confusione di nascite, matrimoni e fratellanze c’è tutto l’imbroglio fatto dalla patristica per costruire Gesù sulla figura di Giovanni di Gamala figlio di Giuda il Galileo. Ma questo non fa parte di un altro capitolo - vedi “La Favola di Cristo”).

Questi fratelli e sorelle rispettavano Gesù e lo onoravano, tenendo davanti agli occhi la sua vita come un lume.
E quando Gesù dormiva, sia di giorno che di notte, la luce di Dio splendeva sopra di lui.
A lui sia lode e gloria, nei secoli dei secoli, amen, amen.-

Vangelo dell’infanzia di Gesù arabo-siriaco
Incipit.
In nome del padre e del Figlio e dello Spirito Santo, unico Dio.
Con l’aiuto e il favore del Sommo Nume cominciamo a scrivere il libro dei miracoli del Padrone, Signore e Salvatore nostro, Gesù Cristo, libro che si chiama "Vangelo dell’infanzia", nella pace del Signore. Amen.
Quanto segue lo abbiamo trovato nel libro di Giuseppe, il pontefice che visse ai tempi di Cristo, e che alcuni dicono fosse Caifa. Egli ha detto che Gesù parlò, fin da quando giaceva nella culla, e che disse a sua madre Maria: "Io sono Gesù, figlio di Dio, il Logos, che tu mi hai generato come annunciò l’angelo Gabriele; e mio Padre mi ha mandato per la salvezza del mondo".

Nell’anno 309 dell’era di Alessandro, Augusto decretò che ciascuno si facesse registrare nella sua città. Si levò pertanto Giuseppe e, presa Maria, sua sposa, partì per Gerusalemme e si recò a Betlemme a farsi registrare... (e la storiella della natività viene raccontata anche qui in mille assurdità e stravaganze tra le quali c’è l’intervento di una vecchia malata che al solo veder Gesù neonato guarisce, ci sono i pastori che accendono i fuochi “dandosi a grande allegria” sotto stuoli di angeli che suonano e cantano lodando il Signore.)

In questo vangelo si dice che la circoncisione, che doveva essere fatta all’ottavo giorno dalla nascita, invece di essere fatta presso il tempio fu eseguita nella grotta e che il prepuzio lo prese la vecchia che era stata guarita: -Quella vecchia prese il pezzetto di pelle, ma altri dicono che prese il cordone ombelicale, e lo mise in un’ampolla di vecchio olio di nardo. Essa aveva un figlio profumiere e, consegnandogliela, gli disse: "Guardati dal vendere questa ampolla di olio di nardo, anche se ti offrissero trecento denari! Questa è l’ampolla che comprò Maria la peccatrice, e che versò sul capo e sui piedi del nostro Signore Gesù Cristo, asciugandoli poi coi suoi capelli". (A nessuno potrà sfuggire l’anacronismo rappresentato da quel “comprò” che si riferisce ad un fatto che avverrà 33 anni dopo). Dieci giorni appresso, portarono Gesù a Gerusalemme, e al quarantesimo della nascita lo portarono al Tempio per consacrarlo a Dio come primogenito.

Ora avvenne che, quando Gesù nacque a Betlemme di Giudea, ai tempi del re Erode, dall’Oriente vennero a Gerusalemme dei magi, come aveva predetto Zaratustra, e avevano con se, come doni, oro, incenso e mirra.
Allora Santa Maria, prese una delle fasce che avvolgevano Gesù e in contraccambio la diede a loro che l’accettarono con grande riconoscenza.

Tralasciando la congerie di idiozie che vengono raccontate sui miracoli che furono operati da quella fascia offerta da Maria ai magi, sulle assurde vicende e i vari incontri che essi hanno durante la fuga in Egitto, in ognuno dei quali Maria non si fa sfuggire occasione per operare ogni sorta di guarigioni con l’acqua usata per lavare il bambino Gesù, passiamo ai miracoli dell’infanzia che sono l’oggetto di questo capitolo.

Un giorno il Signore Gesù, passeggiando e giocando con alcuni fanciulli, passò davanti all’officina di un tintore che aveva nome Salem. Costui aveva nell’officina molti panni che doveva tingere.
Gesù entrò nell’officina del tintore, prese tutti i panni e li immerse in una tinozza piena di colore azzurro indaco.
Sopraggiunse Salem e, vedendo i panni rovinati, cominciò a gridare e ad imprecare contro il Signore Gesù, dicendo: "Cosa mi hai fatto, figlio di Maria? Mi hai disonorato davanti a tutti i concittadini! Ciascuno, infatti, voleva il colore di suo gradimento, e tu sei venuto a rovinare ogni cosa!
Rispose il Signore Gesù: "A qualunque panno tu vorrai che sia cambiato il colore, io te lo cambierò". E subito cominciò ad estrarre i panni dalla tinozza, ciascuno del colore che il tintore voleva, finché li ebbe tirati fuori tutti.
Vedendo questo prodigio, i Giudei lodarono Dio.

(Poiché a ciascuno di questi miracoli viene dato un significato simbolico, prevedendo che mi saranno fatte delle obbiezioni, faccio sapere che risponderò ad esse soltanto se mi verranno fatte da ministri del culto cattolico non intendendo assolutamente perdere tempo con intermediari che nulla hanno a che vedere con il processo che sto sostenendo contro la Chiesa).

Giuseppe conduceva con sé il Signore Gesù, andando in giro per la città: infatti, a motivo del suo mestiere, la gente lo chiamava perché costruisse porte, sgabelli, lettiere ed armadi. E il Signore Gesù stava sempre con lui, dovunque egli andasse.
Tutte le volte che Giuseppe doveva far diventare qualche pezzo del suo lavoro più lungo o più corto, oppure più largo o più stretto, di un cubito o di un palmo, il Signore Gesù tendeva la mano verso di quello che, a quel gesto, diventava talee quale Giuseppe lo voleva, senza che egli avesse bisogno di fare nulla di sua mano. Giuseppe infatti non era bravo nel mestiere di falegname. (Povero Giuseppe, dopo averlo fatto passare per cornuto, ci mancava questa precisazione!).

Nel mese di Adar, Gesù raccolse intorno a se i ragazzi, alla maniera di un re. Essi stesero al suolo i loro mantelli ed egli vi si sedette sopra. Poi gli posero sul capo una corona intrecciata di fiori e si collocarono davanti a lui, alla sua destra e alla sua sinistra, alla maniera di cortigiani alla presenza del re. E tutti quelli che passavano per quella via, i ragazzi li obbligavano a fermarsi, dicendo: "Vieni qui, e adora il re. Poi continuerai per il tuo cammino".

A un certo punto, mentre così facevano, si avvicinarono degli uomini che reggevano un bambino. Questo bambino era stato punto da una serpe velenosa. Gesù volle essere condotto sul luogo dove era stato punto e una volta che fu arrivato ordinò alla serpe di uscire fuori. Come la serpe fu davanti a lui egli gli ordinò: "Ora succhia tutto il veleno che hai inoculato a questo bambino" e la serpe succhiò il veleno. Allora Gesù la maledisse e la serpe crepò all’istante stesso. Poiché il bambino, anche se salvato, si mise a piangere, Gesù gli disse: "Non piangere, perché presto tu sarai mio discepolo".
Costui è Simone il cananeo, di cui si fa menzione nel vangelo.

(C’è da tenere presente che“il cananeo” attribuito a Simone nei vangeli canonici è il risultato di una trasformazione operata dai falsari perché sparisse il significato di qananite, che in aramaico significa “guerrigliero zelota”, che era il vero appellativo dato a Simone quale appartenente alla banda dei rivoluzionari “boanerghes” capeggiata da Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo - Vedi “La Favola di Cristo”).

I miracoli e i prodigi attribuiti a Gesù nella sua infanzia dal vangelo arabo-siriaco sono una trentina. Quelli che non abbiamo riportato li lasciamo alle meditazioni di sant’Ignazio di Loyola insieme ai tanti altri che si trovano in altri vangeli, quale quello di origine armena, che neppure perdiamo tempo a considerarli perché conoscendo ormai la demenza di chi li scrisse, possiamo immaginare, senza bisogno di leggerli, di quali fesserie siano composti.

Vangelo del Ghetto

Questo vangelo, rifiutando ogni intervento divino nella concezione di Gesù, esprime, anche se secondo concetti giudaici, i motivi per cui Gesù divenne un grande personaggio nel mondo della magia. Anche se non cristiano, merita comunque di essere preso in considerazione per la possibilità che ci dà di conoscere le falsificazioni che operarono i padri della Chiesa nei secoli III, IV e V per costruire la vita di Gesù, di Maria e di Giuseppe, suo castissimo sposo.

I miracoli e i prodigi riportati dalle Taledoth (libri espressamente ebraici riferentisi alla vita di Gesù) hanno lo scopo di dimostrare che l’intelligenza e le capacità taumaturgiche di Cristo erano dovute, secondo una convinzione rabbina, ad una magia diabolica che egli possedeva quale bastardo nato da una mestruata. Le Toledoth, anche se opere molto tardive (si pensa che siano state scritte intorno al primo millennio)sono state tratte da quegli argomenti che venivano discussi dalla patristica intorno alla figura di Cristo nel periodo in cui furono costruiti i vangeli.

Che ci fossero discussioni sull’origine dei poteri magici di Gesù, da molti ritenuti diabolici,ci viene confermato dallo stesso vangelo di Matteo dove si fa dire ai Farisei che Gesù scaccia i demoni in nome di Belzebul (12,24), e dai vangeli di Marco e Luca nei quali si dice che gli abitanti di Gerasa, dopo aver visto scacciare i demoni da un posseduto, nella convinzione che lui stesso fosse un indemoniato, ebbero tanta paura di Gesù da invitarlo a lasciare il loro paese. (Lc. 8, 37 - Mc. 5, 17).

Tutto questo per dimostrare che i vangeli ebraici delle Toledoth, per quanto fantastici e tendenziosi possano sembrare, affermando che tutta la storia di Gesù parte da un tradimento, voluto o non voluto da Maria secondo le varie versioni (Elena, Uldrigus, Slava, Italiana) sono comunque più accettabili di quelli cristiani che, basandosi su una fecondazione divina, non possono che essere respinti a priori nella forma più categorica dalla ragione e dal buon senso.

A ciascuno il proprio commento!

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Saluto i -spero- benintenzionati autori del blog. Passavo per caso in questo blog e interessandomi alla religione e cliccando sulla label “chiesa” ho trovato questo terribile post. Desideravo illustrarvi dunque il motivo per cui questi scritti che avete citato sono sempre stati considerati apocrifi, avendo coscienza che nonostante voi autori vi siate brutalmente dichiarati atei, abbiate sufficiente onestà intellettuale da riconoscere che per avere una mentalità aperta bisogna considerare TUTTE le argomentazioni - pro e contro. Chiedo dunque di ripulirvi di ogni pregiudizio - poichè è giusto considerare ogni cosa con imparzialità, com’è per ogni studioso che si rispetti - e di seguirmi attentamente.

(Informazione aggiuntiva: i versetti qui citati sono nella versione biblica della Conferenza Episcopale Italiana del 1974 perchè fra le più comuni. Ho deciso di non scomodare i blogger a cercare una Bibbia nei meandri della propria casa - se non nel bidone della spazzatura - contando che il corpo dei suddetti possa reagire con segnali di rigetto a causa del loro nutrito disgusto per la materia in questione.)

I libri apocrifi si differenziano da quelli canonici dalla loro “antistoricità” (capisco che gli atei a questo punto rideranno e si chiederanno: C’è qualcosa di storico e sensato nella Bibbia? Ricordatevi: adesso siete senza pregiudizi). Un esempio di profezia storica riguarda quella citata in Isaia in 44:28 - 45:7 in cui predisse che il re persiano Ciro avrebbe prosciugato il fiume di Babilonia e occupato la città senza ostacoli. (Il libro risale al tempo in cui “morì il re Ozia/Uzzia”, cioè nell’VIII secolo a.C). Questa profezia è attestata da altre fonti extrabibliche quali iscrizioni cuneiformi scoperte dagli archeologi, dalla Cronaca di Nabonedo (in cui c’è scritto che l’ultimo anno del regno di Nabonedo intorno al 540 a.C. nel mese di arahshmanu (ottobre-novembre), “Ciro entrò a Babilonia”, e il propagandistico Cilindro di Ciro da esporre in Babilonia. Anche alcuni storici come Erodoto, Senofonte e Giuseppe Flavio confermarono il “come”: Ciro fece in modo di deviare le acque del fiume Eufrate in canali, e conquistò senza problemi la città poichè i babilonesi stavano festeggiando, altrimenti Ciro non avrebbe avuto speranze di vincere.

Anonimo ha detto...

Alcuni libri apocrifi dell’Antico Testamento vengono ancora considerati in alcune versioni bibliche, la cui infondatezza è dimostrata sia per motivi intrinsechi che estrinsechi. Nel primo secolo a.C sono stati rigettati dall’aggiungerli tra i libri canonici. Cito un solo motivo per qualche libro, per farvi un’idea:
TOBIA: Tobi vide la rivolta delle tribù settentrionali nel 997 a.C. (Tobia 1:4,5) e fu deportato a Ninive nel 740 a.C (Tobia 1:11-13), quindi doveva avere più di 257 anni; ma proprio lo stesso racconto dice “Tobi morì in pace all’età di 112 anni” (Tobia 14:2).
GIUDITTA: Si dichiara che gli avvenimenti accaddero durante “L’anno dodicesimo del regno di Nabucodonosor, che regnava sugli Assiri nella grande città di Ninive” (Giuditta 1:1) Proprio la note in calce puntualizza: “Nabucodonosor regnò in Babilonia, non in Ninive, ma è il tradizionale avversario del popolo di Dio” (Ninive era stata distrutta in precedenza dal padre Nabopolassar).
SAPIENZA DI SALOMONE: vengono citati brani di libri scritti secoli dopo la morte di Salomone (X secolo a.C) citati dalla Settanta greca iniziata nel III secolo a.C.
ECCLESIASTICO: scritto da Gesù Ben Sirac di Gerusalemme, scrive “Dalla donna ebbe principio il peccato, e per lei moriamo tutti” (Capitolo 25, versetto 11), mentre nel resto della Bibbia c’è scritto qualcosa di simile a “Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perchè tutti hanno peccato” (Romani 5:12).
BARUC: Viene detto che Baruc si trovava in Babilonia (Baruc 1:1,2) mentre la Bibbia dice che andò in Egitto, come Geremia, e non ci sono prove che sia mai stato in Babilonia (Geremia 43:5-7).
MACCABEI: nel secondo libro si dice che Geremia, alla distruzione di Gerusalemme, avrebbe portato il tabernacolo e l’arca del patto in una caverna del monte da cui Mosè aveva visto il paese di Canaan (2 Maccabei 2:1-16). Il tabernacolo naturalmente era stato sostituito dal tempio circa 420 anni prima.
Altri motivi per cui questi libri non vengono considerati canonici sta nel fatto che non vengono MAI citati nel resto della Bibbia.

Anonimo ha detto...

Per quanto riguarda gli apocrifi del Nuovo Testamento dal II secolo d.C. in poi, semplicemente sono in netto contrasto con il resto dell’Antico Testamento: si scelsero i testi le cui informazioni combaciavano di più con le profezie scritte nei libri dei Profeti e dei Salmi e quelli più coerenti col resto delle Sacre Scritture (principi compresi). Per esempio negli Atti Apocrifi la sessualità è completamente condannata, ed esorta addirittura a lasciare la moglie se si è sposati, quando è stato proprio Dio a istituire il matrimonio sin dalla genesi, oltre al fatto che Gesù disse che l’unico motivo valido di divorzio era il tradimento da parte di uno dei due coniugi. Inoltre, la maggioranza degli apocrifi del Nuovo Testamento è stata scritta molto tempo dopo la morte di Gesù, quindi che ne potevano sapere della sua infanzia? («Anche noi dunque, circondati da un così gran numero di testimoni[...]» Ebrei 12:1, «Un buon nome è preferibile all’unguento profumato e il giorno della morte al giorno della nascita» Qoelet/Ecclesiaste 7:1 «Meglio la fine di una cosa che il suo principio» Qoelet/Ecclesiaste 7:8), oltre al fatto che gli avvenimenti - soprattutto quelli relativi all’infanzia di Gesù - sono completamente in contrasto con i principi base su cui si fondano anche le Scritture Ebraiche, soprattutto per quanto riguarda alcuni insegnamenti di origine greca quali l’immortalità dell’anima e la Trinità, con relative adorazione di Gesù quale Dio, dell’Inferno eccetera... (che già sono antiscritturali); senza contare che molti autori stessi dicono di non essere ispirati e di fare solo congetture, oppure ci sono enormi contraddizioni in senso geografico e storico (un pò come gli esempi precedenti), proprio perchè la presunta validità di questi scritti dipendeva da zona a zona, erano nati tardi e non si potevano appurare i fatti.

Anonimo ha detto...

Passiamo ai brani che voi avete citato nel post. In questi testi quasi tutti dicono che Gesù da piccolo aveva poteri, e che soprattutto li usava per farsi gli affari propri o uccidere altri bambini. Innanzitutto è teoricamente poco probabile che avesse già i poteri: infatti gli apostoli avevano ricevuto il dono di fare miracoli solo dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, descritto in Atti, mentre Gesù, anche se nacque perfetto, aveva bisogno del battesimo per manifestare appunto subito dopo che lui aveva l’approvazione dal Padre e dunque aveva l’autorità e il potere di fare miracoli. Tra l’altro sarebbe già stato famosissimo e riconosciuto per i suoi poteri nella zona in cui si trovava, invece «Non è questo il figlio del carpentiere?[...] E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità» (Matteo 13:55-58) (faccio notare che alcuni profeti «furono torturati[...] Altri, infine, subirono scherni e flagelli, catene e prigionia. Furono lapidati, torturati, segati, furono uccisi di spada» Ebrei 11:35-37 le persone si sacrificherebbero per cose di cui dubitano o non sono certi? Al giorno d’oggi non si combatte neanche per i valori che abbiamo sotto agli occhi, pur di mantenerci in vita!), e poi «Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui» (Giovanni 7:5). Inoltre, prendiamo in considerazione la sua frequente dichiarazione «Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo. Perchè io faccio sempre le cose che gli sono gradite» Giovanni 8:29 (faccio notare anche che questo dimostra che la Trinità è un falso insegnamento). Ma un noto comandamento dice «non uccidere» in quanto «colui che colpisce un uomo causandone la morte sarà messo a morte»( Esodo 21:12), e infatti nei vangeli canonici Gesù si comporta coerentemente con questo comandamento, altrimenti sarebbe diventato un peccatore - e quindi uguale al resto della popolazione mondiale - e sarebbe stato inutile il suo sacrificio di riscatto per liberarci dal peccato e darci la speranza di una nuova vita. («Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia» 1 Pietro 1:19-20, «Come per la disubbidienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti» Romani 5:19).

Per quanto riguarda invece l’accusa Matteo 12:24 Gesù ai versetti successivi risponde «Ogni regno discorde ade in rovina,e nessuna città o famiglia discorde può reggersi. Ora, se Satana scaccia Satana, egli è discorde con sè stesso; come può dunque reggersi il suo regno?» (Matteo 12:25-26)

Spero che abbiate trovato la mia spiegazione soddisfacente. Attendo e gradisco una vostra risposta, in questa sezione commenti.

e infine, Alex Chiu, il nostro santo patrono!