mercoledì 15 luglio 2009

Mele marce

5 maggio 2003.
Il carabiniere che, il 20 luglio 2001 a Genova (durante gli scontri del G8), ha sparato a Carlo Giuliani, il quale minacciava la sua camionetta con un voluminoso estintore di colore rosso, è stato prosciolto da ogni accusa per uso legittimo delle armi, oltre che per legittima difesa.

Dall'interno del veicolo un carabiniere, dopo aver estratto e puntato la pistola verso i manifestanti intimandogli di andarsene, spara due colpi. Un colpo raggiunge allo zigomo sinistro Carlo Giuliani che morirà nei minuti successivi. Il fuoristrada, nel tentativo di fuggire rapidamente dai manifestanti, riprende la manovra passando sul corpo del ragazzo due volte (una prima in retromarcia, la seconda a marcia avanti).
La perizia realizzata durante l'istruttoria, basata su un filmato, ha concluso che il colpo che ha ucciso Carlo Giuliani, fosse stato sparato verso l'alto e fosse rimbalzato su un sasso scagliato da un altro manifestante. L'investimento con il mezzo di servizio, invece, venne giustificato dai carabinieri come un tentativo di fuga dai manifestanti armati di pietre e bastoni, ed i militari affermarono di non essersi accorti della presenza del ragazzo a terra. [FONTE]
Sassi malvagi deviano verso l'umanità colpi di pistola altrimenti inoffensivi?
[ps. pietre e bastoni -> pistole -> legittima difesa. LEARN.]

30 gennaio 2009.

Dei quattro poliziotti che hanno picchiato fino alla morte Riccardo Rasman, il 27 ottobre 2006 a Trieste, tre sono stati "condannati" a 6 mesi di reclusione (il minimo della pena) per omicidio colposo (una quarta è stata scagionata). "Colposo" vuol dire "involontario".
Rasman è stato trovato con le manette e le mani dietro la schiena, filo di ferro alle caviglie, diverse ferite e con segni di “imbavagliamento con blocco totale o parziale della bocca, effettuato con un cordino o con qualcosa di simile. Questo imbavagliamento avrebbe causato una ulteriore restrizione, soprattutto della respirazione”. Anche se immobilizzato “esercitavano sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un’eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie”. Da lì la morte per asfissia. [FONTE]
Ops.
(ma è comunque una sentenza storica: per la prima volta in Italia, agenti della Polizia di Stato sono condannati per omicidio)

6 luglio 2009.
I quattro poliziotti che hanno picchiato fino alla morte Federico Aldrovandi, il 25 settembre 2005 a Ferrara, sono stati "condannati" a 3 anni e 6 mesi per "eccesso colposo nell'omicidio colposo" (ammetto di non aver capito chiaramente cosa ciò significhi). Grazie all'indulto del 2006, non sconteranno neanche la pena.
Emersero tra le altre una lunga escoriazione alla natica sinistra, segno di trascinamento sull'asfalto, ed un importante schiacciamento dei testicoli. Due manganelli furono rotti addosso ad Aldrovandi. La registrazione della Centrale operativa riporta chiaramente: "... l'abbiamo bastonato di brutto. Adesso è svenuto, non so... È mezzo morto". [FONTE]
Che sbadati.

14 luglio 2009.
Il poliziotto che sparò uccidendo Gabriele Sandri, l'11 novembre 2007 nell'area di servizio di Badia al Pino (Arezzo) sull'A1, è stato condannato a 6 anni per "omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento".
Come dire che Spaccarotella sparò contro Sandri senza la volontà di ucciderlo, ma "accettando il rischio che quell'evento potesse verificarsi"... Quel mattino, nell'area di servizio Badia al Pino sulla A1, c'era stata una scaramuccia tra tifosi laziali e supporter juventini. L'agente era dall'altra parte dell'autostrada. Non poteva intervenire direttamente. Si affidò alla sirena dell'auto e a un colpo sparato in aria. Poi prese a correre lungo il bordo della carreggiata per mettersi di fronte ai tifosi. Ma Gabriele e i suoi amici erano già risaliti in macchina per raggiungere Milano dove li aspettava Inter-Lazio e dello scontro con gli juventini non parlavano più. Spaccarotella sparò allora. Il proiettile partì dalla Beretta calibro 9, attraversò tre corsie, fu deviato dalla grata che separa i due sensi di marcia, proseguì ancora verso il parcheggio a una trentina di metri di distanza dal poliziotto e si infilò nel collo di Gabriele, seduto sul sedile posteriore. [FONTE]
Neanche lui l'ha fatto apposta.
Griglie malvagie deviano verso l'umanità colpi di pistola altrimenti inoffensivi?

Commenti personali:
nota negativa - tutte le volte, le Forze dell'Ordine invece di prendere le distanze, fare qualche dichiarazione sulle "mele marce" che purtroppo possono esistere anche nella più ideale delle istituzioni, o chiedere scusa, hanno sempre avuto una reazione diversa: fare cartello, o peggio cercare di insabbiare le cose, di nascondere la verità per salvare la faccia (come avvenne - è accertato - per il G8), per una presunta reazione "sindacale" che poco ha a che fare con il concetto di sindacato... Spero e auspico che in futuro l'atteggiamento cambi.
nota positiva - le pene per questo tipo di reati sono di volta in volta più importanti; di questo passo, prima o poi anche i poliziotti saranno puniti come tutti gli altri esseri umani quando ammazzano qualcuno...

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e infine, Alex Chiu, il nostro santo patrono!