A volte ho nostalgia di un tempo (che non ho vissuto) in cui la politica era una missione, di chi, politico, con molta dignità si metteva al servizio degli altri, e rispettava tutti gli altri politici come lui, che avevano degli ideali, magari anche totalmente opposti ai suoi; e con le elezioni, si sondava la popolazione per stabilire quali ideali fossero i più diffusi tra la popolazione, in modo da essere sicuri che le scelte di chi, poi, fosse stato eletto, avrebbero lasciato insoddisfatta la minor fetta di popolazione.
Persone normali (non eroi!) nella giovane Repubblica: Amendola, De Gasperi, De Nicola, Fanfani, Iotti, La Malfa (padre), Matteotti (figlio), Moro, Nenni, Pertini, Rumor, Saragat, Scalfaro, Scelba, Togliatti...
Tutto questo è finito da così tanto tempo, che mi chiedo come posso averne nostalgia.
Rassegna stampa.
LA MANIFESTAZIONE-BUFFONATA DELL'UOMO B
Ecco il resoconto (già di per sé obbiettivamente impietoso) della manifestazione di ieri: Silvio, i candidati e il patto-preghiera (fonte: corriere.it). Finita la manifestazione, gli organizzatori sparano la cifra: siamo un milione. Ma... la realtà è ben diversa: la questura dichiara 150mila persone. (fonte: informacritica.blogspot.com)
...e come se non bastasse: Erano 88740, contati uno per uno (fonte: lerane.wordpress.com)
...e come se non bastasse: Verdini "Gli abbiamo dato le case, gli aquilani vengano a San Giovanni" (fonte 6aprile2009.it)
...e come se non bastasse: Pdl, ragazzi stranieri pagati per riempire la piazza (fonte: video.unita.it)
...e come se non bastasse: Cicchitto, "Stupefatti da dati Questura" (fonte: corriere.it)
E COME SE NON BASTASSE
"Silvio's oral expert", articolo comparso su un giornale nel Regno Unito, che parla di Nicole Minetti, ragazza che riparò la dentatura dell'uomo B e ne ottenne in cambio una candidatura (fonte: nonleggerlo.blogspot.com)
Dell'Utri: "Mi sono candidato solo per non finire in galera" (intervista per Il Fatto Quotidiano)
E INFINE, UNA BUONA NOTIZIA,
come dice sempre la Gabanelli. *link* ;)
domenica 21 marzo 2010
La politica delle buffonate
venerdì 12 febbraio 2010
a chi dare fiducia
Ignazio Gagliardo, pentito di mafia: “In carcere abbiamo visto Angelino Alfano parlare in televisione e dire che la mafia fa schifo. Durante l'ora d'aria, Ciccio Mormina, Pasquale Fanara, Limblici, Vella Francesco dissero che era un pezzo di merda. A questo punto Giovanni Alongi, rappresentante della famiglia di Aragona, disse: 'Il padre di Angelino mi ha chiesto voti per Angelino'. Anche il padre di Alfano era un politico”. (repubblica.it, 08/10/2009)Nel frattempo, Giuseppe Lo Bianco de Il Fatto Quotidiano (santo giornale) scrive sulla vicenda "Massimo Ciancimino":
Una storia che torna oggi a distanza di oltre 30 anni raccontata dal figlio dell'ex sindaco mafioso che in aula rivela: "Forza Italia è il frutto della trattativa tra Stato e mafia". E per confermare le sue accuse tira fuori una lettera scritta dal padre ma concordata con Provenzano nel 1994 e indirizzata a Dell'Utri (l'intestazione nel pizzino ritrovato, è saltata), e per conoscenza a Berlusconi, in cui don Vito minaccia di "uscire dal mio riserbo che dura da anni". [...] E che cosa minacciava di rivelare Ciancimino? Massimo risponde sicuro "che Forza Italia era nata dalla trattativa". Ma tra i segreti custoditi da don Vito come oggetto del possibile ricatto il pensiero corre anche agli investimenti di Milano 2, visto che il testimone ha parlato, dopo averli consegnati ai pm, di documenti manoscritti dal padre sul contributo di miliardi che Cosa Nostra, per suo tramite, avrebbe dato ai cantieri che proiettarono il futuro presidente del Consiglio nell'olimpo dell'imprenditoria italiana.(FONTE: l'Antefatto - il blog de Il Fatto Quotidiano)il che combacia con le tesi esposte ormai dieci anni fa da Marco Travaglio nel libro "L'odore dei soldi", esporre il quale costrinse Daniele Luttazzi ad andarsene dalla Rai. A questo punto Angelino Alfano, lo stesso della citazione che ho messo all'inizio del pezzo, commenta così:
“Lui vuole solo delegittimare l'esecutivo. Conosco la storia di Forza Italia per poter dire che mai e poi mai abbiamo avuto la sensazione che questa grande storia di partecipazione democratica che ha emozionato milioni di persone possa avere avuto collegamenti con la mafia”.Appunto: vi ha emozionato. Non c'è niente di razionale nella follia di massa che ha preso l'Italia, nel votare quella parte politica e soprattutto Quell'uomo. Egli parla alle pance, non ai cervelli.
martedì 19 gennaio 2010
De Craxi. Non dimentichiamo gli anni 90, ovvero Bispensiero
Mi disgusta quello che sento dire in tv, questa apologia del criminale latitante. Io mi ricordo cosa fece Craxi, perché anche se ero molto piccolo, guardavo e memorizzavo, e qualche anno dopo mi feci spiegare le cose x bene da mio padre, ricollegandole con i miei ricordi d'infanzia. Ora, lo so, nel 1992 avevo 6 anni, e vi può apparire assurdo. Ma io mi ricordo di Craxi e di quando Di Pietro per protesta si tolse la toga. E so che è colpa dei governi di Craxi se abbiamo così tanto debito pubblico. Perché non erano capaci di governare, e non lo erano perché "governare" non era il motivo per cui erano al governo.
La storia, raccontata nel mio tipico stile, è la seguente.
A quel tempo i politici mangiavano soldi. Soprattutto i politici che comandavano spesso, visto che non aveva senso dare una mazzetta a chi non comandava mai (= questo spiega perché pochissimi del PCI erano corrotti; ammetto che probabilmente se anche il PCI avesse governato qualche volta, sarebbe stato corrotto). Inoltre, ogni partito riusciva a fottere soldi allo Stato in mille modi, e così i politici si arricchivano. Sta di fatto che i più corrotti e mangioni di tutti erano i socialisti, quelli del Partito Socialista Italiano o PSI, che (caso unico nel mondo) avevano idee che con la sinistra azzeccavano poco, visto che pur di comandare (e così mangiarsi i soldi) si allearono con la DC e gli altri partiti "laici", DC-PSI-PSDI-PRI-PLI, in numerosi CAF, Pentapartiti e altre parolacce che non mi sentirete più dire; e il loro motto era di andare al governo tutti insieme pur di tenere fuori dai giochi il PCI, quei "comunisti" che sia gli Stati Uniti che i socialisti pagati di nascosto dagli Stati Uniti ritenevano qualcosa di appena un gradino sotto Satana stesso.
Craxi dopo essere stato scoperto, andò in parlamento a leggere un messaggio che non faticherete a trovare su youtube, ma che sostanzialmente si riassume in "che cazzo volete da me, lo fanno tutti da molto prima che arrivassi io".
Detto ciò, si capisce che quando questi giri furono scoperti dai giudici, la gente cosa fece? quello che dovrebbe fare anche adesso: dire "è tutto un magna magna, i politici non ci rappresentano, sono là solo per mangiarci i soldi" ed essere contenti di quando i giudici indagano su un politico, ancora più contenti quando qualche politico criminale viene arrestato e finisce in galera per tutte le malefatte.
NO. Oggi la gente dice "è tutto un magna magna, i politici non ci rappresentano, sono là solo per mangiarci i soldi" però poi si incazzano con i giudici e votano in massa Berlusconi.
Bispensiero.
lunedì 11 gennaio 2010
Signoraggio - Capitolo 1
Nella gazzetta ufficiale delle comunità europee [link:istituto BCE] è descritto l'istituto della SEBC e della BCE.
Vediamo alcuni articoli.
articolo 16
stabilisce che la BCE e le banche centrali nazionali possono emettere banconote e che tali banconote sono le uniche ad avere corso legale nella Comunità.Quindi la BCE e le BCN (Banche centrali nazionali) stampano gli euro.
articolo 29.2
stabilisce che le BCN sono le uniche sottoscrittrici e detentrici del capitale della BCEQuindi la BCE è completamente posseduta dalle banche centrali nazionali.
articolo 33
stabilisce che:Il profitto netto della BCE deve essere trasferito nell'ordine seguente:
a) un importo stabilito dal consiglio direttivo e che non superare il 20% del profitto netto viene trasferito al fondo di riserva generale entro un limite pari al 100% del capitale
b) il rimanente profitto netto viene distribuito ai detentori delle quote BCE in proporzione alle quote sottoscritte
Dato che le azioni BCE sono completamente in mano alle bance centrali nazionali, questo vuol dire che:
almeno l'80% del profitto della BCE è distribuito alle BCN. Nulla va in mano a nessun'altro tipo di società privata o pubblica. Infatti la rimanenza costituisce fondo di riserva e non può superare il valore del capitale (quindi non può crescere indefinitamente a meno che non si decida di aumentare il capitale).
Una volta che il fondo di riserva ha raggiunto il valore del capitale infatti, il punto a) diventa inapplicabile, e tutto l'utile viene distribuito alle BCN.
Osservato che quindi gli unici a guadagnare nella BCE sono le banche centrali (ognuna in base alla sua quota), vediamo cosa succede alla banca centrale italiana, la banca d'italia (bankitalia).
Lo statuto della banca d'italia è consultabile qui: [link:statuto bankitalia]
Cos'è la banca d'Italia?
leggiamo l'articolo 1 della sua costituzione:
TITOLO I
COSTITUZIONE E CAPITALE DELLA BANCA D’ITALIA
ART. 1
La Banca d’Italia è istituto di diritto pubblico. Nell’esercizio delle proprie funzioni, la Banca d’Italia e i componenti dei suoi organi operano con autonomia e indipendenza nel rispetto del principio di trasparenza, e non possono sollecitare o accettare istruzioni da altri soggetti pubblici e privati.
Quale banca centrale della Repubblica italiana, è parte integrante del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). Svolge i compiti e le funzioni che in tale qualità le competono, nel rispetto dello statuto del SEBC.
Di chi sono le quote di bankitalia?
lo stabilisce l'articolo 3 dello statuto:
ART. 3
Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro ed è suddiviso in quote di partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna, la cui titolarità è disciplinata dalla legge.
Il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, solo previo consenso del Consiglio superiore, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza dell’Istituto e della equilibrata distribuzione delle
quote.
Quindi le quote di bankitalia si possono trasferire solo se la legge lo impone. Non si possono insomma mettere in vendita o prestare. Le quote di bankitalia sono per legge possedute da un insieme di banche private (praticamente tutte le principali e non). L'elenco lo trovate qui: elenco partecipanti
Vediamo allora ciò che ci interessa ora, gli utili!
TITOLO V
BILANCIO D’ESERCIZIO E RELAZIONE SULL’ATTIVITÀ
ART. 39
Il Consiglio superiore determina gli accantonamenti al fondo di riserva ordinaria, fino a concorrenza del 20% degli utili netti conseguiti nell’esercizio. Ai partecipanti sono distribuiti dividendi per un importo fino al 6% del capitale.
Col residuo, su proposta del Consiglio superiore, possono essere costituiti eventuali fondi speciali e riserve straordinarie mediante utilizzo di un importo non superiore al 20% degli utili netti complessivi e può essere distribuito ai partecipanti, ad integrazione del dividendo, un ulteriore importo non eccedente il 4% del capitale. La restante somma è devoluta allo Stato.
Ricapitolando, un importo pari (massimo) al 20% degli utili è accantonato nel fondo di riserva.
Ai partecipanti va massimo il 6% del capitale (che abbiamo visto essere 156000 euro) e, in particolari casi, è possibile distribuire un altro 4% del capitale.
Quindi in tutto massimo il 10% di 156000 euro ossia 15600 euro.
E' troppo poco? si in effetti manca ancora un articolo:
ART. 40
Le riserve sono impiegate nei modi e nelle forme stabilite dal Consiglio superiore. I frutti relativi agli investimenti delle riserve sono destinati in aumento delle medesime.
Dai frutti annualmente percepiti sugli investimenti delle riserve, può essere, su proposta del Consiglio superiore e con l’approvazione dell’assemblea ordinaria, prelevata e distribuita ai partecipanti, in aggiunta a quanto previsto dall’art. 39, una somma non superiore al 4% dell’importo delle riserve medesime, quali risultano dal bilancio dell’esercizio precedente.
Ossia le riserve sono utilizzate anche in operazioni da cui bankitalia può trarre dei profitti. Tali profitti vengono accumulati nelle riserve stesse, tranne (max) un 4% che è possibile distribuire ai partecipanti.
Attenzione: non (max) il 4% delle riserve ma massimo il 4% delle RENDITE fruttate dalle riserve.
Ricapitolando, quant'è l'utile che bankitalia distribuisce alle banche private azioniste in tutto all'anno?
(massimo) 15600 euro + (massimo) il 4% (ma dal 2002 lo 0.5%) delle rendite fruttate dalle riserve.
Lasciando stare le rendite sulle riserve, che non rientrano tra i guadagni dovuti alla stampa delle banconote, a quanto ammontano quindi i redditi da signoraggio della BCE distribuite alle banche private?
Riassumiamo:
Abbiamo visto che la BCE versa tutti gli utili (una volta che il deposito raggiunge il capitale sociale) alle banche nazionali. Questo è decretato dall'art.33 dello statuto BCE
Bankitalia (art.39 della BCE) accantona massimo il 20% e poi distribuisce massimo 15600 euro ai partecipanti, tutto il resto lo versa allo STATO.
Dunque il reddito da signoraggio incassato dalle banche italiane, all' anno è MASSIMO 15600 euro da dividersi tra tutte le banche.
Questi sono i fatti, tutti documentati con documenti ufficiali degli statuti dei relativi enti.
mercoledì 16 dicembre 2009
Il potere politico della VideoCarne - di Daniela Ranieri
Quello che è successo è terribile. Spiego subito perché, oltre al motivo principale della critica della violenza: Berlusconi ha guadagnato consenso.
Il primo livello del consenso consiste nella ratificazione materiale delle sue ossessioni, nella realizzazione vittoriosa del suo incubo (e della sua finzione) di essere perseguitato, del suo restituire un’immagine di sé martirizzata, esposta, eroica.
Ma c’è un altro livello oltre a quello che deriva dall’essere assurto finalmente a vittima in carne ed ossa di continui attacchi, ed è una cosa molto più importante del consenso volontario, e cioè l’eliminazione del dissenso.
Chiunque oggi si permetta di dire anche solo una parola in più rispetto all’espressione della solidarietà, entrando nel merito della sua storia, precedente all’attimo dell’aggressione (come Di Pietro e Rosy Bindi), è assimilato, simbolicamente e politicamente, a chi ha compiuto l’aggressione.
Da grande esperto della comunicazione iconografica, B, scioccato, sanguinante, barcollante dal dolore, ha mostrato la sua grande consapevolezza epica: ha avuto la lucidità di rialzarsi e uscire di nuovo tra la folla. Per vedere? No: per farsi vedere. Sapeva che la sua immagine sanguinante sarebbe stata in grado di trasmettere un messaggio mille volte più potente delle parole che aveva urlato poco prima sul palco, conscio che la sua faccia, il suo visus, finalmente vestito del tragico sul cui filo lui ha sempre camminato, apparteneva alla classe delle immagini potenti, quelle in cui il pathos è veicolato dallo spettacolo, al pari delle imamagini dell’esplosione delle torri gemelle e di tutte le figure in cui la bellezza tragica esonda dal corpo in rovina e allaga, indirizzandole, le percezioni di chiunque.
Icona Videodromica per eccellenza, il suo viso in serigrafia è già, poche ore dopo, entrato dentro la nostra percezione estetica e politica.
E qui veniamo alla seconda motivazione del terribile: il fatto che l’aggressore fosse uno psicolabile può essere inteso in un doppio, affilatissimo, senso. Si potrebbe dire (è questa la linea seguita da Capezzone e da altri esponenti del Pdl) che poiché quella persona era fragile è stata più sensibile di altre alla campagna d’odio messa in atto contro il premier dalla sinistra, dalla stampa, dai magistrati. Questo vuol dire che l’opposizione politica, il dissenso popolare e la legalità sono strumenti, ormai, eversivi, che agiscono esclusivamente nell’ottica di procurare il massimo danno a B, e non nel rispetto delle regole. E che è solo per l’incrollabile amore che lega le masse alla persona del Premier che episodi del genere non avvengono quotidianamente.
D’altra parte, il fatto che il gesto sia stato compiuto da un “folle”, da un malato, giustifica l’idea secondo la quale l’episodio parla di un caso isolatissimo, patogeno, anomico, di dissenso violento, dal quale ognuno di noi è costretto, dalla propria sensibilità e dal proprio senso etico, a dissociarsi.
Non a caso, B manda a dire dall’ospedale due cose: la prima è “non pensavo ci fosse tanto odio”, come se non ci fosse un dissenso “sano” nel paese contro la sua persona e il suo operato, perché se ci fosse ormai potrebbe manifestarsi solo nelle forme violente dell’aggressione fisica. Questo chiaramente lo rende intoccabile, incriticabile.
L’altra cosa che B manda a dire è: “sono miracolato”. Ecco l’altra violenza, quella linguistica, l’atro livello in cui si esprime il terribile del suo senso della politica: B riguadagna il terreno pericoloso della terminologia sacra, carismatica (l’unto dal Signore), magica, riassumendo in pochi minuti l’abito del martire, di colui che lotta contro tutto e tutti, invincibile, emissario diretto della volontà popolare attraverso la quale si esprime Dio.
La sua immagine potente agisce come una droga: non si può non guardarla e schierarsi. Restare intrappolati al primo livello – e cioè pietà contro sadismo, gruppi di Facebook pro o contro l’aggressore – è l’inganno a cui bisogna sfuggire, perché non permette di vedere la totalità della realtà del rischio politico a cui questo avvenimenti espone il paese.
Per fortuna, l’aggressione non ha leso l’occhio o, peggio, altri organi vitali. Per fortuna per l’ovvio motivo umano, ma anche per il motivo razionale che politicamente sarebbe stata l’apoteosi della videocrazia, il trionfo di un’ideologia mortifera della rappresentanza popolare: rabbrividisco pensando al grottesco di un premier con la benda nera, in piedi alla presidenza di un Consiglio ormai ridotto a puro organo di ratificazione della sua volontà, con l’opposizione azzerata, come si vuole fare in Iran, ma in più forte del potere del suo corpo invincibile, sempre più violento, incattivito, un Dottor Stranamore tragicomico che guida le sorti di un Paese spingendo un bottone con la mano guantata, un O’Blivion totale.
Daniela Ranieri
(tratto da danieleluttazzi.it)


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