martedì 27 gennaio 2009

Pubblico anch'io, come hanno fatto tanti altri blog italiani, la lettera del pubblico ministero di Salerno, Gabriella Nuzzi, che è stata trasferita d’ufficio dal ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano, dopo le indagini della vicenda Salerno/Catanzaro. A questo link trovate inoltre la lettera dell'ANM in risposta a quanti hanno auspicato una presa di posizione in difesa dei magistrati colpiti dal provvedimento del ministro.

“Signor Presidente,
Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.
Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.
Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.
Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.

Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.

Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.
Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.

Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è - o dovrebbe essere - costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.

Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.
Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.
Il popolo saprà che è giusto così.
E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato.

L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso.

Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”: “Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”.

Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare.

Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento.
Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante.

Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?
Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?
Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?
Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?

Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?

E quali i virus?

E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?

Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare.
Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.
E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli.
Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.

La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.

Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione. Non gli orticelli privati.

Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.

Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti.
So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.
Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.

Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.
Io preferisco rappresentarmi da sola”.

Dott.ssa Gabriella NUZZI
Magistrato

Amianto e uranio in Val di Susa non sono un problema

...è emerso che sulla situazione geologica della Valle di Susa si
dispone ormai di una massa di dati rilevante soprattutto per quanto riguarda la tratta
internazionale del tracciato previsto per la TAV, mentre la situazione del tratto
nazionale richiede ulteriori approfondimenti. In ogni caso la conoscenza del terreno,
appare assai superiore a quella di altri analoghi trafori come quello del Lötschberg,
dove la presenza dell’amianto è stata riscontrata a lavori già iniziati, richiedendo
interventi cautelativi che non hanno però comportato l’interruzione dei lavori. Ciò
consente fin d’ora di avere un quadro attendibile della presenza dell’amianto e
dell’uranio, nonché delle misure da adottare in proposito.
1) Per quanto riguarda l’amianto, in Valle di Susa il detrito contenente
amianto, da smaltire con le cautele riservate ai materiali nocivi, è valutato in un
volume inferiore a 300.000 metri cubi, anche secondo le valutazioni più caute. Alla
luce di ciò le eventuali variazioni in più o in meno rispetto al volume previsto
diventano un problema di bilancio economico del progetto, ma non di salute pubblica.
La quantità di fibra in gioco è di alcuni ordini di grandezza inferiore rispetto a quella
prodotta, nell’adiacente Valle di Lanzo, dalla miniera a cielo aperto di Balangero, che
nell’arco di decenni ha abbattuto e macinato (a secco) milioni di mq. di serpentina ad
alto tenore di fibra (> 3%) senza che questa attività abbia avuto un qualche riscontro
epidemiologico nei paesi a valle; la stessa cosa vale per la cava (pietrisco di
serpentina) tuttora attiva a Caprie.
I moderni metodi di monitoraggio e di scavo (che prevedono l’abbattimento
delle polveri in acqua e il loro filtraggio) consentono la messa in sicurezza
dell’ambiente in cui operano gli addetti allo scavo, e a maggior ragione dell’area
circostante agli sbocchi. Le normative in vigore sono largamente idonee a impedire
l’aerodispersione di fibre nella fase di smaltimento del marino e in discarica.
2) Per quanto riguarda l’uranio, il suo tenore nelle rocce della Valle di Susa
non è superiore a quello medio normalmente presente sulla crosta terrestre, come
indicano sia le analisi chimiche (su radon in acqua e su uranio), sia le misurazioni
della radioattività effettuate su carote, magazzini-carote, rocce in profondità (nei
sondaggi) e rocce di superficie. A questa concentrazione l’uranio – la cui radiazione α
ha bassissima capacità di penetrazione, presenta carattere di pericolosità soltanto in
ambiente chiuso (cantine, grotte, gallerie abbandonate); non esiste invece un rischio
né in una galleria attiva, né tanto meno in un ambiente esterno, quale quello di una
discarica.
La situazione della Valle di Susa risulta pertanto non dissimile da quella che è
già stata incontrata, e affrontata con successo, in altri casi, per esempio nello scavo
del tunnel del Lötschberg in Svizzera. I dati geologici a disposizione consentono
quindi di concludere che nella Valle di Susa non esiste un rischio prevedibile per la
salute pubblica che possa derivare dalla presenza di quantità eccessive né di
amianto né di uranio. Quello che invece si pone, e che è lungi dall’essere risolto, è
piuttosto un problema di corretta informazione e di comunicazione dei risultati delle
ricerche scientifiche già condotte: su questo terreno si auspica una più incisiva
azione delle amministrazioni locali a tutti i livelli, dalla Regione ai comuni interessati,
e dei mass media.
5 maggio 2006


(tratto da un documento rilasciato dalla Regione Piemonte due anni fa)
personalmente spero che buchino sta cazzo di montagna così la facciamo finita (manifesto insofferenza...)

venerdì 23 gennaio 2009

Eluana Englaro e la Teocrazia

Come fa un italiano serio come me a criticare l'Iran per la loro dittatura teocratica? Quando in Italia ogni santo giorno la nostra beneamata chiesa cattolica ripropone lo stesso identico modello di stato non-laico che c'è là?

Ad esempio questa "perla" dichiarata dal Cardinale Poletto di Torino: "La legge di Dio non può mai essere contro l'uomo. La legge di Dio è sempre per l'uomo. Andare contro la legge di Dio significa andare contro l'uomo. Dunque, se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell'uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti."
Come dire, noi abbiamo sempre ragione, lo stato si deve soltanto adeguare.
(da qui in poi, a fine di satira, Poletto sarà chiamato "l'Ayatollah")

Ancora meglio è considerare l'ambito in cui è stata detta questa frase, un'intervista in cui il suddetto Ayatollah chiedeva ai medici cattolici di fare obiezione di coscienza qualora fosse loro richiesto di staccare il sondino che mantiene in "vita" (tra grosse virgolette) Eluana Englaro.

Incurante della sofferenza della ragazza e della famiglia, incurante della legge dello stato, incurante della sensibilità di persone tutto sommato esterne alla vicenda come me, ma che rabbrividiscono a sentire certe parole; incurante della duplice decisione della corte di Cassazione (che ha stabilito che bisogna rispettare la volontà, espressa da Eluana prima dell'incidente che l'ha uccisa, di non essere mantenuta in vita se si fosse trovata in stato vegetativo permanente), il "gerarca" mobilita le sue "truppe" infiltrate nel sistema sanitario affinché non commettano quest'atto contrario all'ideologia cristiana.

Per fortuna è stata pronta e azzeccatissima la replica di Mercedes Bresso (lei e Sergio Chiamparino sono le due migliori menti del Partito Democratico; sarà l'aria di Torino...) che risponde:
"A Poletto, che richiama i medici cattolici alla obiezione di coscienza, chiedo: quale è la differenza tra l'Italia di oggi e gli stati clericali, come quello degli Ayatollah, dove viene ingiunto a tutti coloro che credono di assumere un certo comportamento? Una cosa è una raccomandazione, l'espressione di una posizione che io considero assolutamente legittima, Un'altra cosa è l'ingiunzione a persone che sono tenute al rispetto delle leggi del proprio Stato che fino a prova contraria è ancora uno Stato laico."
"medici cattolici e non cattolici, credenti e non credenti tutti i giorni prendono con le famiglie decisioni di questo tipo e non vedo che altro principio adottare se non quello che deriva dall'habeas corpus, fondante del diritto occidentale, cioè la decisione di una persona e di chi quella persona rappresenti quando questa non è più in grado di decidere."
"ribadisco: la circolare del ministero Sacconi non supera la legge, e l'interpretazione della legge non è compito degli organi esecutivi. E' inquietante che si pieghi la legge a una decisione politica. Se ci saranno dei problemi nell'applicare il protocollo, verranno affrontati, nel pieno rispetto delle regole, insieme alla famiglia. Sono preoccupata: vedo minacciato l'unico principio laico e di rispetto delle persone è quello dell'autodeterminazione. Per questo serve una legge sul testamento biologico. La medicina permetterà tra pochi anni di mantenere in vita chiunque, e allora cosa faremo? Eluana è una persona in stato vegetativo permanente, non una disabile."
"Io non ho imposto niente a nessuno. Se ci saranno dei contatti, saranno direttamente tra la famiglia Englaro e le nostre strutture sanitarie. Chi invece ha imposto qualcosa è il presidente della regione Lombardia, Formigoni, che ha vietato ogni intervento su Eluana nella sua regione
."
[Mercedes Bresso merita una statua alta 10 metri in mezzo a piazza Castello... al posto del castello ndL'U]

Tenue risposta di Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare del Pdl con delega alle questioni bioetiche:
"Temo che ci saranno delle difficoltà forti ad applicare quella sentenza. Ci sono dei problemi tra la sanità pubblica e il modo in cui è stato fatto quel decreto. Non esiste un livello di assistenza - ha spiegato la Roccella - in cui inserire un protocollo di quel genere. È difficile inserire un protocollo per portare una malata, che può vivere ancora molti anni e che viene curata, allo stadio terminale e farla morire. Perché questo si chiede. Si chiede che si prenda un malato e invece di curarlo lo si porti alla morte. Qualsiasi struttura sanitaria pubblica che vorrà provare a fare questo scoprirà che ci sono dei problemi."
[Ovviamente questa "analisi" (se così si può chiamare) dei fatti, è la tipica visione "indottrinata" di quelli di destra, e non tiene conto di numerosi fattori: primo, che se la legge dispone, non esiste proteggersi dietro a questioni di "protocollo incompleto" o boiate simili; secondo, che è fin troppo palese il tentativo di "servire" una giustificazione pronta per chi vorrà chinare il capo alle parole dell'Ayatollah; terzo, che non si sta chiedendo di far morire una persona "random", ma una persona che ha espressamente richiesto (quando ancora capace di farlo) di subire questo trattamento, e non è stato possibile soltanto per l'intromissione di persone esterne alla vicenda; quarto, che è altamente fallace dire che si sta prendendo un malato e "invece di curarlo lo si porta alla morte", perché nel caso di Eluana non c'è niente di niente di niente da fare, vorrei capire quali "cure miracolose" ha in testa la signora Roccella; quinto, quel "qualsiasi struttura sanitaria pubblica che proverà a farlo scoprirà che ci sono dei problemi" suona un po' troppo di minaccia per passare inosservato... ndL'U]
"Siamo di fronte ad una disabile e non ad una persona in stato vegetativo permanente."
[tentativo, che per intelligenza definirei "da bambino di quarta elementare", di negare le parole della Bresso, nonché la realtà dei fatti. ndL'U]

Concludo segnalando che l'ospedale Molinette di Torino (vedi ultimo link) ha dato bei segnali di speranza per la conclusione di questa brutta vicenda, che se superata sarebbe un ottimo precedente per la laicità in Italia e per le tante persone che nel mondo non godono di autodeterminazione, la più grossa conquista della democrazia.

FONTI:
Intervista al Cardinale Poletto
Replica di Mercedes Bresso
La pietas dei medici torinesi

martedì 6 gennaio 2009

I deliri di un pazzo...

Sapete chi è Gabriele Amorth? Informatevi! È un noto ESORCISTA. Sì, avete letto bene, quest'uomo di Dio va in giro per il mondo a liberare gli indemoniati dalla presenza malvagia del Demonio nei loro corpi e nelle loro vite.

Ma perché ve ne parlo oggi? Per farvi leggere l'ultima intervista che ha rilasciato. Riporto INTEGRALMENTE (da fonte libero.it) la notizia.
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ESORCISTA: SATANA DIETRO A RECESSIONE E GUAI ALITALIA

CITTA' DEL VATICANO - La recessione mondiale, la crisi dei mercati, le tribolazioni di Alitalia? Tutta colpa del Demonio che suggerisce scelte economiche e finanziarie sbagliate per dividere e impoverire i paesi. Se ne dice convinto il decano mondiale degli esorcisti, padre Gabriele Amorth, in un'intervista al sito cattolico 'Pontifex.Roma'. Il discorso vale anche per le vicissitudini della compagnia aerea di bandiera italiana: "Un tempo simbolo di stile ed efficienza. Bene, anche la crisi dell'Alitalia ha qualcosa di funestamente satanico", commenta l'anziano sacerdote. "Quando accadono divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore - spiega l'esorcista - è sempre presente. Lui se la ride e inevitabilmente le crisi e i dissesti economici hanno influenze anche sulla sfera personale. Creano allontanamento e frattura, esattamente quello che vuole Satana". "Dunque - osserva - affermare che la crisi finanziaria internazionale sia anche un prodotto satanico e gradito a Satana non è sbagliato. La crisi mondiale è dunque un fatto satanico". Il demonio contribuisce alla crisi, secondo l'esorcista, "suggerendo ai mercati,agli esperti e agli investitori scelte sbagliate". "Se costoro sbagliano e causano disastri, inevitabilmente genereranno confusione, crisi, conflitto, che poi sono gli obiettivi del demonio".
La strategia di fondo di Satana - ricorda tuttavia il sacerdote - rimane quella di "far credere che non esista, di passare inosservato, subdolamente". Alla domanda se il clero cattolico creda ancora nel Demonio, Amorth risponde: " generalizzare e dire no è sbagliato. Ma buona parte del clero ed anche dei Vescovi hanno ceduto, sono scettici e quasi scoraggiati. Si fa molta fatica a nominare esorcisti nelle Diocesi e ne avremmo tanto bisogno. Ecco, in un certo senso stiamo certificando la vittoria di Satana".

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Detto questo. Siamo nel 2009. Nel mondo c'è ancora chi crede a queste cazzate? purtroppo sì... tantissima gente. E dovremmo secondo voi tollerare ancora? Se noi "razionalisti" ci distraiamo un attimo, questi riporteranno l'oscurantismo e tutte le loro baggianate (in questo periodo adoro la parola "baggianate", che ci volete fare?!) saranno l'unica verità disponibile.
Non permettiamolo.
Tolleranza zero con la stupidità!

sabato 27 dicembre 2008

Fondamenta di sabbia -

Che bello il clima natalizio, tutti diventano così buoni... ma vi rendete conto di quanto è ipocrita il fatto di "diventare più buoni" perché siamo sotto natale? la cosa mi ha sempre fatto pensare.
L'altra cosa che mi ha sempre fatto pensare (e penare) sono le parole dei preti. In questo periodo dell'anno, per strada e in televisione, è tutto un "fioccare" di pretame vario che ci raccontano della storia di Gesù e della scena della natività, così come rappresentata nei presepi che tante persone allestiscono nelle proprie case o in luoghi pubblici. Ma siamo sicuri che sia la verità?

Effettivamente, no. Tutti sappiamo che dei circa 70 vangeli esistenti, solo 4 furono scelti dalla gerarchia ecclesiastica dell'epoca come "storia ufficiale", mentre gli altri furono dichiarati "apocrifi" (da ἀπό = da, κρύπτω = nascondere; quindi "ciò che va tenuto nascosto") e quindi tenuti in disparte, e nei secoli sempre più svalutati come se fossero dei falsi. Ma quali informazioni importanti sulla figura di Gesù Cristo ci vengono da quei vangeli, che solo arbitrariamente (e da mano umana) furono abusivamente scartati?
Beh, le ragioni sono più politiche che teologiche: se oggigiorno tutti avessero accesso a tutti i vangeli apocrifi, ben pochi rimarrebbero cristiani; e questo perché rendono evidente che si tratta di storie totalmente inventate di sana pianta da gente ignorante per stupire altra gente ignorante. Del resto, le storie contenute in questi vangeli si influenzarono a vicenda, per cui certi eventi li ritroviamo descritti in più vangeli, Canonici e Apocrifi. Questa differenza è del tutto artificiale. Consiglio a tutti di cercare e leggere i vangeli apocrifi, per conoscere il cristianesimo che vi è stato "tenuto nascosto" tutto questo tempo. E allora sarà difficile per voi continuare a credere a questi ciarlatani blateratori di dio.

Visto che siamo sotto le feste natalizie, concentriamoci sulla questione della nascita e dell'infanzia di Gesù, del quale i vangeli "canonici" ci dicono ben poco, mentre gli "apocrifi" abbondano di dettagli. Segue un testo scritto da Luigi Cascioli, noto studioso , nonché autore del libro "La Favola di Cristo" e salito alle cronache per aver denunciato la chiesa cattolica per abuso della credulità popolare (sito ufficiale: www.luigicascioli.it)



Per tutto il IV secolo, i vangeli sulla vita di Gesù furono numerosi, si calcola che siano stati 70. Tutti ritenuti validi, furono seguiti come veri fino a quando la Chiesa non decise di sceglierne quattro, che sono questi attuali predicati nelle chiese, dichiarati canonici. Gli altri furono scartati sotto il nome di Apocrifi, cioè da mettersi da parte perché ritenuti non attendibili.
Tra quelli scartati (apocrifi), che, ripeto, furono comunque riconosciuti autentici fino al IV secolo, ce n’erano di specifici sull’infanzia di Gesù.
Vale la pena di leggerli per poterci rendere conto dell’imbecillità dei fedeli di allora che li sostenevano come veri, che, in fin dei conti, non sono affatto differenti dai creduloni di oggi che sostengono questi 4 canonici nei quali si sommano, come in quelli apocrifi, le più assurde fesserie, quali quelle che mostrano Gesù che cammina sulle acque, seda le tempeste, risuscita i morti e maledice le piante di fico.
Ciao a tutti.
Luigi.

L'INFANZIA DI GESU'

Sabato 25 dicembre alle ore 21 c’è stata una trasmissione su canale 4 sull’infanzia di Gesù e ancora una volta, come sempre è accaduto e continuerà ad accadere fino a quando gli argomenti riguardanti il cristianesimo saranno affidati a individui opportunisti o plagiati, la verità è stata ignorata.

Contrariamente a quanto è stato affermato, non è assolutamente vero che il solo riferimento sull’infanzia di Gesù lo troviamo in quel passo del vangelo di Luca che tratta della “disputa fra i dottori nel Tempio” (Lc. 2-41) perché di aneddoti riguardanti miracoli e prodigi compiuti da Gesù durante i primo anni della sua vita ne troviamo riportati a decine, se non a centinaia, in libri del III, IV e V secolo che, anche se messi all’indice dalla Chiesa, meritano la stessa considerazione che viene riservata ai vangeli che furono poi canonizzati.

Se mi sono proposto in questa contestazione è per denunciare ancora una volta, attraverso la documentazione che riporterò di seguito, l’inesistenza di questo Cristo la cui figura storica è stata costruita seguendo gli stessi principi immaginari e ridicoli di come si è cercato di ricostruire, durante la suddetta trasmissione televisiva, le sembianze di un Gesù diciottenne prendendo come riferimento l’immagine impressa su quel telo chiamato “sindone” che è risultato essere inconfutabilmente un falso.
Per comprendere come il vangelo attribuito a Luca, ritenuto vero perché ispirato da Dio, sia in realtà stato scritto su fatti puramente immaginari, come risulterà dagli episodi che seguiranno,riporterò per primo il passo di cui abbiamo parlato traendolo tale e quale da uno di quei vangeli che sono stati ritenuti dalla Chiesa apocrifi, cioè falsi.

Vangelo dello pseudo-Tommaso
Prologo:
Ho ritenuto necessario io, Tommaso israelita, portare a conoscenza di tutti i fratelli provenienti dal paganesimo gli avvenimenti dell’infanzia e i fatti straordinari del nostro Signore Gesù Cristo, quanti egli operò, nato nel nostro paese:
- Quando Gesù ebbe dodici anni, Giuseppe e Maria si recarono, come era d’usanza, a Gerusalemme per le feste della Pasqua. Durante il viaggio di ritorno a Nazaret, accortisi che Gesù non era con loro, ritornarono indietro per cercarlo.
Dopo tre giorni di ricerche lo trovarono nel tempio seduto in mezzo ai dottori, che li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che udivano parlare questo fanciullo erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Giuseppe e Maria al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse:"Figlio, perché hai fatto così? Tuo padre ed io angosciati ti cercavamo". Ed egli rispose: "perché mi cercavate? Non sapete che io debbo occuparmi delle cose del Padre mio?". Ma essi non compresero le sue parole.
Partì dunque con loro e ritornò a Nazaret rimanendo loro sottomesso. Intanto sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. E Gesù cresceva in sapienza, età (incredibile ma vero!) e grazia davanti a Dio e agli uomini - (Dunque se è questo episodio è vero perché riportato anche da Luca, perché non dovrebbero essere veri anche gli altri che seguono).

- Il bambino Gesù, quando aveva cinque anni, stava giocando nel guado di un torrente quando con il fango plasmò dodici passeri. Un giudeo, vedendo che Gesù stava compiendo un lavoro nel giorno di Sabato, immediatamente andò a riferirlo a suo padre Giuseppe. "Guarda che tuo figlio ha profanato il Sabato perché ha formato con l’argilla dodici passeri".
Allora Giuseppe, recatosi sul posto, gridò a Gesù queste parole. "Perché fai queste cose, di Sabato, che non è lecito farle?"
E Gesù, battendo le mani gridò ai passerotti e disse loro: "Andate via!" e i passerotti andarono via cinguettando.
Vedendo ciò i Giudei furono presi da stupore e andarono a raccontare ai loro capi quello che avevano visto fare a Gesù.
Era lì presente insieme con Giuseppe il figlio dello scriba Anna il quale, preso un ramo di salice, fece scorrere via le acque che Gesù aveva raccolte per fare l’impasto.
Gesù si sdegnò e gli disse: "Malvagio, empio e insensato, che fastidio ti davano le acque e le fosse? Ecco, ora anche tu seccherai come un albero e non porterai né foglie, né radici, né frutto". E subito quel ragazzo restò secco. E Gesù se ne tornò a casa di Giuseppe.
Ma i genitori del ragazzo disseccato presero il figlio e, piangendo la sua tenera età, lo portarono da Giuseppe e lo biasimarono dicendogli: "Hai un bel figlio, che fa simili cose!".

-Un’altra volta Gesù passava per il paese e un ragazzino correndo urtò contro la sua spalla. Irritato Gesù gli disse: "Non proseguirai la tua strada!" E quello cadde subito morto.
Alcuni che avevano visto ciò che era successo, dissero: "Di dove viene questo bambino, che ogni suo parola è un fatto bell’e compiuto?
Ma i genitori del morto, recatisi da Giuseppe, lo ammonirono: "Tu, avendo un simile figlio, non puoi abitare nel villaggio con noi, a meno che gl’insegni a benedire e non a maledire, perché egli fa morire i nostri figli!".
Allora Giuseppe, chiamato in disparte il figlio, lo ammonì dicendo: "Perché fai di queste cose per le quali costoro soffrono e ci odiano e perseguitano?". Gesù rispose: "Io so che queste parole non sono tue, tuttavia starò zitto, per riguardo a te; ma quelli che te le hanno suggerite riceveranno il loro castigo". E subito i suoi accusatori divennero ciechi.
Coloro che assistettero a questi fatti furono assai spaventati e perplessi dicevano di lui che ogni parola che pronunciava, sia buona che cattiva, era un fatto compiuto; e nacque gran meraviglia.
Quanto a Giuseppe, vedendo ciò che Gesù aveva fatto, gli prese un orecchio e glielo tirò forte.
Il bambino si adirò e disse: "Hai agito con poca saggezza, non sai che non sono tuo figlio? Dunque non farmi del male!".

Alcuni giorno dopo, Gesù giocava sulla terrazza di un tetto ed uno dei bambini che giocavano con lui cadde giù dalla terrazza e morì. Tutti gli altri bambini fuggirono e Gesù rimase solo
Essendo accorsi i genitori del morto accusarono lui. Gesù disse che non era stato lui a buttarlo giù dalla terrazza, ma essi imprecarono contro di lui.
Allora Gesù scese di un balzo dal tetto e fermatosi accanto al cadavere gridò ad alta voce: "Zenone (così infatti era chiamato di nome) levati su e dimmi se sono stato io a buttarti giù". E quello levatosi su subitamente disse: "No, Signore, tu non mi hai buttato giù, ma mi hai resuscitato".
A tale vista restarono tutti attoniti, e i genitori del bambino resero lode a Dio e manifestarono a Gesù la loro venerazione.

Pochi giorni dopo, ad un giovane che spaccava la legna, cadde di mano la scure e gli tagliò la pianta del piede ed egli stava per morire dissanguato. Ci fu un grande trambusto e un accorrere di gente e anche il bambino Gesù corse là, aprendosi di forza un passaggio. Afferrò il piede ferito del giovane, e questi fu subito guarito.
Allora disse al giovanotto: levati su, spacca la legna e ricordati di me. La folla, vedendo quello che era accaduto, manifestò al bambino la propria devozione dicendo: "davvero in questo fanciullo abita lo spirito del Signore".

(Da fonte non ben determinata sappiamo che Giuseppe, pentito per avergli tirato l’orecchio la settimana prima, per farsi perdonare, quel giorno gli promise che la madre Maria gli avrebbe cucinato gli gnocchi).

- Quando aveva sei anni, sua madre lo mandò ad attingere acqua dandogli un brocca. Ma egli urtò in mezzo alla gente e la brocca si ruppe. Gesù allora, stendendo il mantello che aveva indosso, lo riempì di acqua e lo portò a sua madre. E sua madre, vedendo il fatto straordinario che era accaduto, lo baciò serbando dentro di se i misteri che gli vedeva compiere.-

(Sembra che Giuseppe questa volta abbia tirato ancora una volta l’orecchio a Gesù dicendogli: "Perché non hai fatto morire tutta la folla che è stata causa della rottura della brocca? Non sai che come falegname costruisco anche le bare?")

Di lì a qualche tempo, un rabbino che era amico intimo di Giuseppe, gli disse: "Portami il bambino a scuola. Forse con le buone riuscirò a insegnargli le lettere dell’alfabeto".
"Se te la senti, fratello mio, prendilo pure con te!".
Egli lo prese con paura e tanta preoccupazione.
Appena Gesù entrò nella scuola, prese baldanzosamente un libro posto sul leggio, ma non recitò le lettere che erano in esso, bensì aprendo la bocca si mise a parlare dello Spirito Santo insegnando a quelli che gli erano intorno e l’ascoltavano.
Gran numero di persone si erano riunite e gli facevano ressa intorno, ascoltandolo, e ammiravano l’efficacia del suo insegnamento e la sua prontezza di parola, perché, pur essendo infante, parlava così bene.
Sentendo questo, Giuseppe fu preso dalla paura e andò di corsa alla scuola, supponendo che anche quel precettore fosse colpito da qualche accidente (In un aneddoto precedente aveva fulminato un Rabbino perché aveva osato insegnargli).
Ma il Rabbino disse a Giuseppe: "Che tu sappia, fratello, io ho preso il bambino come scolaro, ma egli è pieno di grazia e di saggezza. Pertanto ti prego, fratello, riprendilo a casa tua".
Udendo quelle parole, il fanciullo subito gli sorrise e gli disse: "Poiché hai parlato rettamente e hai fatto un’onesta dichiarazione, in grazia tua anche quell’altro Rabbino che è stato da me colpito, sarà risanato".
E Giuseppe prese con se il bambino e se ne tornò a casa sua. -

Dopo questi fatti avvenne che nel vicinato di Giuseppe morì un bimbo che era malato, e sua madre piangeva disperatamente. Gesù corse là in fretta e, trovato il bambino morto, gli pose la mano sul petto dicendo. "Dico a te, bimbo, non morire, ma vivi e resta con la tua mamma", e subito quello si guardò intorno e sorrise. Disse allora Gesù alla donna: "Prendilo e dagli il latte e ricordati di me". E Gesù uscì di là e si mise a giocare con altri bambini.
Qualche tempo dopo resuscitò un operaio che era morto mentre costruiva una casa. Vedendo ciò la folla rimase stupita e diceva: "Questo bambino è un essere celeste: Già molte vite ha salvato dalla morte e dovrà salvarne altre ancora durante tutta la sua vita".

I miracoli e i prodigi compiuti da Gesù nella sua fanciullezza riportati dal vangelo di S. Tommaso sono diciannove; l’ultimo, che tratta della disputa fra i dottori, è riportato in maniera identica a quello di S. Luca che inizialmente abbiamo riportato.
Il vangelo di S. Tommaso, scritto espressamente sull’infanzia di Gesù termina così: "Intanto Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia. A lui gloria, nei secoli dei secoli. Amen".

Dallo pseudo-vangelo di Matteo

Secondo questo vangelo la strage degli innocenti ordinata da Erode avviene dopo due anni dalla nascita di Gesù. Questa infatti era la convinzione della maggior parte degli evangelisti durante il IV secolo, cioè nell’epoca in cui fu costruita la nascita di Cristo da una donna terrena. Convinzione che ci permette di rispondere all’interrogativo che sorge spontaneo leggendo Matteo (cap.II). "Perché Erode ordina l’uccisione di tutti i bambini da due anni in giù, se Gesù era appena nato?".
Tutto il racconto, quindi dei re magi e della fuga in Egitto avviene per lo pseudo-Matteo quando Gesù aveva già due anni.

-Durante il viaggio verso l’Egitto, giunti in una grotta, decisero di riposare sotto di essa e Maria scese dalla giumenta e si sedette, tenendo in grembo Gesù. Ora c’erano tre ragazzi che facevano il viaggio con Giuseppe e una ragazza con Maria (in altri vangeli vengono presentati come figli di Giuseppe nati da un precedente matrimonio). Ed ecco che all’improvviso uscirono dalla grotta molti draghi, vedendo i quali i ragazzi si misero a gridare per il grande spavento. Allora Gesù, sceso dal grembo di sua madre, si fermò ritto in piedi di fronte ai draghi e quelli lo adorarono, e dopo averlo adorato si allontanarono da loro.
Così si adempì ciò che era stato preannunciato dal profeta Davide che aveva detto: "Lodate il Signore della terra, o draghi, e tutti voi degli abissi".

Similmente lo adorarono i leoni e i leopardi che si accompagnavano con loro nel deserto: dovunque andavano Maria e Giuseppe, essi li precedevano indicando loro la strada e chinando il capo per adorare Gesù.
I leoni camminavano insieme con loro e con i buoi e gli asini e le bestieda soma che portavano le cose necessarie, e pur rimanendo con loro non ne aggredivano nessuno, e stavano mansueti in mezzo alle pecore e ai montoni che avevano portato dalla Giudea e che avevano con se. (Molto probabilmente è da questo carriaggio così abbondante di masserizie che Vittorio Messori ha trattolo spunto per sostenere che Giuseppe era un ricco imprenditore edile!). E questi camminavano tra i lupi e non avevano paura, perché nessuno era molestato da un altro.
Così si adempì ciò che era stato preannunciato dal profeta: "I lupi pascoleranno con gli agnelli, il leone e il bue mangeranno insieme la paglia". C’erano infatti due buoi e un carro, nel quale portavano le cose di prima necessità, e i leoni li guidavano nel loro cammino.

In una successione di altri episodi, uno più idiota dell’altro, alla fine arrivano in Egitto dove vi rimangono, tra prodigi e scemenze simili, finché non ritornano in Palestina, per istallarsi prima a Nazaret e poi a Cafarnao. Gli episodi riguardanti l’infanzia di Gesù riportati dallo pseudo-Matteo sono ben sessantadue. Alla fine, dopo averli letti tutti, ci viene spontaneo chiedersi come sia possibile che la demenza umana possa scendere così in basso.

Lo pseudo vangelo di Matteo, chiamato così dalla Chiesa per distinguerlo da quello canonico, così finisce: "Quando Giuseppe andava a qualche convito coi suoi figli Giacomo, Giuseppe, Giuda e Simeone e con le due figliole vi si recavano anche Gesù e sua madre Maria, con la sorella di questa, Maria figlia di Cleofa, che il Signore Iddio aveva concesso a suo padre Cleofa e a sua madre Anna, per aver essi offerto al Signore la Maria, madre di Gesù. E questa Maria fu chiamata con lo stesso nome di Maria, per consolazione dei genitori.(In questa confusione di nascite, matrimoni e fratellanze c’è tutto l’imbroglio fatto dalla patristica per costruire Gesù sulla figura di Giovanni di Gamala figlio di Giuda il Galileo. Ma questo non fa parte di un altro capitolo - vedi “La Favola di Cristo”).

Questi fratelli e sorelle rispettavano Gesù e lo onoravano, tenendo davanti agli occhi la sua vita come un lume.
E quando Gesù dormiva, sia di giorno che di notte, la luce di Dio splendeva sopra di lui.
A lui sia lode e gloria, nei secoli dei secoli, amen, amen.-

Vangelo dell’infanzia di Gesù arabo-siriaco
Incipit.
In nome del padre e del Figlio e dello Spirito Santo, unico Dio.
Con l’aiuto e il favore del Sommo Nume cominciamo a scrivere il libro dei miracoli del Padrone, Signore e Salvatore nostro, Gesù Cristo, libro che si chiama "Vangelo dell’infanzia", nella pace del Signore. Amen.
Quanto segue lo abbiamo trovato nel libro di Giuseppe, il pontefice che visse ai tempi di Cristo, e che alcuni dicono fosse Caifa. Egli ha detto che Gesù parlò, fin da quando giaceva nella culla, e che disse a sua madre Maria: "Io sono Gesù, figlio di Dio, il Logos, che tu mi hai generato come annunciò l’angelo Gabriele; e mio Padre mi ha mandato per la salvezza del mondo".

Nell’anno 309 dell’era di Alessandro, Augusto decretò che ciascuno si facesse registrare nella sua città. Si levò pertanto Giuseppe e, presa Maria, sua sposa, partì per Gerusalemme e si recò a Betlemme a farsi registrare... (e la storiella della natività viene raccontata anche qui in mille assurdità e stravaganze tra le quali c’è l’intervento di una vecchia malata che al solo veder Gesù neonato guarisce, ci sono i pastori che accendono i fuochi “dandosi a grande allegria” sotto stuoli di angeli che suonano e cantano lodando il Signore.)

In questo vangelo si dice che la circoncisione, che doveva essere fatta all’ottavo giorno dalla nascita, invece di essere fatta presso il tempio fu eseguita nella grotta e che il prepuzio lo prese la vecchia che era stata guarita: -Quella vecchia prese il pezzetto di pelle, ma altri dicono che prese il cordone ombelicale, e lo mise in un’ampolla di vecchio olio di nardo. Essa aveva un figlio profumiere e, consegnandogliela, gli disse: "Guardati dal vendere questa ampolla di olio di nardo, anche se ti offrissero trecento denari! Questa è l’ampolla che comprò Maria la peccatrice, e che versò sul capo e sui piedi del nostro Signore Gesù Cristo, asciugandoli poi coi suoi capelli". (A nessuno potrà sfuggire l’anacronismo rappresentato da quel “comprò” che si riferisce ad un fatto che avverrà 33 anni dopo). Dieci giorni appresso, portarono Gesù a Gerusalemme, e al quarantesimo della nascita lo portarono al Tempio per consacrarlo a Dio come primogenito.

Ora avvenne che, quando Gesù nacque a Betlemme di Giudea, ai tempi del re Erode, dall’Oriente vennero a Gerusalemme dei magi, come aveva predetto Zaratustra, e avevano con se, come doni, oro, incenso e mirra.
Allora Santa Maria, prese una delle fasce che avvolgevano Gesù e in contraccambio la diede a loro che l’accettarono con grande riconoscenza.

Tralasciando la congerie di idiozie che vengono raccontate sui miracoli che furono operati da quella fascia offerta da Maria ai magi, sulle assurde vicende e i vari incontri che essi hanno durante la fuga in Egitto, in ognuno dei quali Maria non si fa sfuggire occasione per operare ogni sorta di guarigioni con l’acqua usata per lavare il bambino Gesù, passiamo ai miracoli dell’infanzia che sono l’oggetto di questo capitolo.

Un giorno il Signore Gesù, passeggiando e giocando con alcuni fanciulli, passò davanti all’officina di un tintore che aveva nome Salem. Costui aveva nell’officina molti panni che doveva tingere.
Gesù entrò nell’officina del tintore, prese tutti i panni e li immerse in una tinozza piena di colore azzurro indaco.
Sopraggiunse Salem e, vedendo i panni rovinati, cominciò a gridare e ad imprecare contro il Signore Gesù, dicendo: "Cosa mi hai fatto, figlio di Maria? Mi hai disonorato davanti a tutti i concittadini! Ciascuno, infatti, voleva il colore di suo gradimento, e tu sei venuto a rovinare ogni cosa!
Rispose il Signore Gesù: "A qualunque panno tu vorrai che sia cambiato il colore, io te lo cambierò". E subito cominciò ad estrarre i panni dalla tinozza, ciascuno del colore che il tintore voleva, finché li ebbe tirati fuori tutti.
Vedendo questo prodigio, i Giudei lodarono Dio.

(Poiché a ciascuno di questi miracoli viene dato un significato simbolico, prevedendo che mi saranno fatte delle obbiezioni, faccio sapere che risponderò ad esse soltanto se mi verranno fatte da ministri del culto cattolico non intendendo assolutamente perdere tempo con intermediari che nulla hanno a che vedere con il processo che sto sostenendo contro la Chiesa).

Giuseppe conduceva con sé il Signore Gesù, andando in giro per la città: infatti, a motivo del suo mestiere, la gente lo chiamava perché costruisse porte, sgabelli, lettiere ed armadi. E il Signore Gesù stava sempre con lui, dovunque egli andasse.
Tutte le volte che Giuseppe doveva far diventare qualche pezzo del suo lavoro più lungo o più corto, oppure più largo o più stretto, di un cubito o di un palmo, il Signore Gesù tendeva la mano verso di quello che, a quel gesto, diventava talee quale Giuseppe lo voleva, senza che egli avesse bisogno di fare nulla di sua mano. Giuseppe infatti non era bravo nel mestiere di falegname. (Povero Giuseppe, dopo averlo fatto passare per cornuto, ci mancava questa precisazione!).

Nel mese di Adar, Gesù raccolse intorno a se i ragazzi, alla maniera di un re. Essi stesero al suolo i loro mantelli ed egli vi si sedette sopra. Poi gli posero sul capo una corona intrecciata di fiori e si collocarono davanti a lui, alla sua destra e alla sua sinistra, alla maniera di cortigiani alla presenza del re. E tutti quelli che passavano per quella via, i ragazzi li obbligavano a fermarsi, dicendo: "Vieni qui, e adora il re. Poi continuerai per il tuo cammino".

A un certo punto, mentre così facevano, si avvicinarono degli uomini che reggevano un bambino. Questo bambino era stato punto da una serpe velenosa. Gesù volle essere condotto sul luogo dove era stato punto e una volta che fu arrivato ordinò alla serpe di uscire fuori. Come la serpe fu davanti a lui egli gli ordinò: "Ora succhia tutto il veleno che hai inoculato a questo bambino" e la serpe succhiò il veleno. Allora Gesù la maledisse e la serpe crepò all’istante stesso. Poiché il bambino, anche se salvato, si mise a piangere, Gesù gli disse: "Non piangere, perché presto tu sarai mio discepolo".
Costui è Simone il cananeo, di cui si fa menzione nel vangelo.

(C’è da tenere presente che“il cananeo” attribuito a Simone nei vangeli canonici è il risultato di una trasformazione operata dai falsari perché sparisse il significato di qananite, che in aramaico significa “guerrigliero zelota”, che era il vero appellativo dato a Simone quale appartenente alla banda dei rivoluzionari “boanerghes” capeggiata da Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo - Vedi “La Favola di Cristo”).

I miracoli e i prodigi attribuiti a Gesù nella sua infanzia dal vangelo arabo-siriaco sono una trentina. Quelli che non abbiamo riportato li lasciamo alle meditazioni di sant’Ignazio di Loyola insieme ai tanti altri che si trovano in altri vangeli, quale quello di origine armena, che neppure perdiamo tempo a considerarli perché conoscendo ormai la demenza di chi li scrisse, possiamo immaginare, senza bisogno di leggerli, di quali fesserie siano composti.

Vangelo del Ghetto

Questo vangelo, rifiutando ogni intervento divino nella concezione di Gesù, esprime, anche se secondo concetti giudaici, i motivi per cui Gesù divenne un grande personaggio nel mondo della magia. Anche se non cristiano, merita comunque di essere preso in considerazione per la possibilità che ci dà di conoscere le falsificazioni che operarono i padri della Chiesa nei secoli III, IV e V per costruire la vita di Gesù, di Maria e di Giuseppe, suo castissimo sposo.

I miracoli e i prodigi riportati dalle Taledoth (libri espressamente ebraici riferentisi alla vita di Gesù) hanno lo scopo di dimostrare che l’intelligenza e le capacità taumaturgiche di Cristo erano dovute, secondo una convinzione rabbina, ad una magia diabolica che egli possedeva quale bastardo nato da una mestruata. Le Toledoth, anche se opere molto tardive (si pensa che siano state scritte intorno al primo millennio)sono state tratte da quegli argomenti che venivano discussi dalla patristica intorno alla figura di Cristo nel periodo in cui furono costruiti i vangeli.

Che ci fossero discussioni sull’origine dei poteri magici di Gesù, da molti ritenuti diabolici,ci viene confermato dallo stesso vangelo di Matteo dove si fa dire ai Farisei che Gesù scaccia i demoni in nome di Belzebul (12,24), e dai vangeli di Marco e Luca nei quali si dice che gli abitanti di Gerasa, dopo aver visto scacciare i demoni da un posseduto, nella convinzione che lui stesso fosse un indemoniato, ebbero tanta paura di Gesù da invitarlo a lasciare il loro paese. (Lc. 8, 37 - Mc. 5, 17).

Tutto questo per dimostrare che i vangeli ebraici delle Toledoth, per quanto fantastici e tendenziosi possano sembrare, affermando che tutta la storia di Gesù parte da un tradimento, voluto o non voluto da Maria secondo le varie versioni (Elena, Uldrigus, Slava, Italiana) sono comunque più accettabili di quelli cristiani che, basandosi su una fecondazione divina, non possono che essere respinti a priori nella forma più categorica dalla ragione e dal buon senso.

A ciascuno il proprio commento!

e infine, Alex Chiu, il nostro santo patrono!