venerdì 25 gennaio 2008

ecco chi non votare

sono veramente scioccato, non ho coraggio di provare a riscrivere quello che è accaduto in senato, quindi l'unica cosa che farò sarà riscrivere l'elenco dei fatti così come li ha proposti libero (il portale s'intende):
«Checca squallida», «uomo di merda», «cesso», «attaccate 'sta mortadella» e, dopo gli insulti, gli sputi «alla Totti», gli spintoni, gli svenimenti: è un film? Una partita vista dalla curva Sud? Niente di tutto questo: il momento più trash della tv l'ha offerto la premiata ditta del Parlamento-sciò.

Non c'è niente da fare. La
tv trash fa scuola anche nei templi della politica. Ecco la cronaca di quello che i telespettatori hanno visto ieri in una giornata sull'orlo di una crisi di nervi (e di governo). «Venduto, uomo di merda!». Con questi epiteti gentili, Tommaso Barbato si avventa contro il compagno dell'Udeur, Nuccio Cusumano, che ha osato ribellarsi alla disciplina di partito annunciando il voto di fiducia al governo Prodi. E' la miccia che accende, in Aula, il finimondo. Una vera e propria rissa condita di «cesso», «troia», «frocio», «checca squallida» (il copyright spetta al senatore di An Nino Strano, che poi puntualizza: «Non è un'offesa: son 40 anni che anche a me danno della checca. Al limite l'offesa è "squallida"»).

Non è abbastanza. Ci vuole un gesto decisivo, che metta a posto il povero Cusumano. Ci pensa Barbato, che si improvvisa
guappo in giacca e cravatta e si dirige deciso verso il «traditore, traditore!» sputandogli in faccia e mettendogli le mani addosso. Cusumano non regge alla tensione e sviene. Lo portano fuori dall'Aula. E Barbato smentisce di aver sputato - ma c'è chi giura di aver visto «uno sputo alla Totti» -, aggiungendo, da vero signore: «Ma quello sviene tutti i giorni». Ah, già, la «checca».

E dopo la rissa, come conviene a una vera e propria osteria, si beve - qualcuno stappa una bottiglia di champagne (o spumanete rigorosamente italiano, chissà: sapete, i 60 anni della Costituzione esigono un po' di patriottismo, che diamine) - e «se magna» in onore del premier caduto: «Prodi, attaccate 'sta mortadella» grida Nino Strano, ingoiando una bella fettazza. «Basta, non siamo mica all'osteria!» grida Marini. Alla fine della giornata, riavutosi dal mancamento, il senatore Cusumano commenta: «Monnezza, solo monnezza». E il cerchio si chiude, in questa bell'Italia che fa spettacolo. E chi perderà lo scranno, alle prossime elezioni, potrà sempre candidarsi per la successiva edizione di un reality.(Libero News)
il video della vergogna

1 commento:

Anonimo ha detto...

Strano, tu con quella sciarpetta rossa sarai sempre la CHECCA NUMERO 1!
(e mentre mangi la mortadella sei proprio squallido...)

e infine, Alex Chiu, il nostro santo patrono!